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Questo articolo è stato pubblicato il 10 febbraio 2012 alle ore 06:45.

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La decisione definitiva verrà presa oggi ma Enel sarebbe pronta a chiudere con largo anticipo il collocamento del bond riservato ai risparmiatori retail. Dopo appena quattro giorni, l'offerta è partita lunedì 6 febbraio, il colosso elettrico avrebbe infatti già raccolto richieste che superano abbondantemente il taglio massimo dell'offerta, ossia i 3 miliardi. In ragione di ciò, è assai probabile che lunedì, o al più tardi martedì, le banche chiudano il collocamento. Il timing previsto in sede di deposito in Consob del prospetto informativo prevedeva che l'ultimo giorno per raccogliere le richieste fosse addirittura il 24 febbraio.
Sembra chiudersi quindi con un bilancio estremamente positivo anche questa nuova sortita sul mercato obbligazionario retail del gruppo energetico guidato da Fulvio Conti.
Riguardo agli aspetti tecnici dell'emissione, il rendimento si dovrebbe collocare tra il 5% e il 6%. Si tratterà, in ogni caso, di due diverse tranche con scadenza sei anni: una a tasso fisso e l'altra a tasso variabile. Per entrambe lo spread minimo, che andrà a sommarsi rispettivamente al tasso mid swap e all'euribor a sei mesi, sarà di 310 punti base. È possibile, tuttavia, che allo spread venga aggiunto anche un piccolo premio che sarà determinato in sede di calcolo definitivo dei rendimenti. Per ottenere i quali serviranno almeno cinque giorni dopo la chiusura dell'offerta.
A seguire l'operazione sono state principalmente tre banche, ossia Bnp Paribas, Banca Imi e Unicredit, che a loro volta saranno supportate nel comitato di direzione del consorzio da altri tre istituti: Mps, Banco Popolare e Banca Akros e da una platea di oltre 30 banche che si è assicurata di far arrivare l'offerta a quasi tutti gli sportelli del Paese. Enel, che non è ancora stata declassata dopo il taglio al merito di credito del Paese e pertanto vanta ancora un rating A-, è al suo quarto appuntamento con il retail. Nelle precedenti emissioni il rendimento si era attestato a livelli vicini alle quotazioni dei bond di gruppo già in circolazione, con un occhio al rendimento del Btp. L'emissione appena collocata andrà a coprire un precedente bond targato 2005 e rivolto sempre ai risparmiatori retail e la cui scadenza è prevista per marzo. Al l'epoca l'obbligazione, di 1 miliardo, per la parte a tasso fisso aveva stabilito una cedola del 3,625%. Successivamente a questo primo ricorso al mercato dei bond, Enel si è rivolta ai risparmiatori indistinti in altre due occasioni: nel 2007 con due tranche per totali 2,3 miliardi e nel febbraio 2010 per altri 3 miliardi, in questo caso le richieste furono addirittura per 15 miliardi. La tranche a tasso fisso di quest'ultima operazione, anch'essa a sei anni collocata prima dell'accentuarsi della crisi greca, è del 3,5%. Lo scorso ottobre Enel ha poi piazzato anche due bond rivolti agli investitori istituzionali: una tranche scadenza 2015 con cedola 4,625% e quella con scadenza ottobre 2018 con cedola al 5,75%.
Quanto alle finalità dell'emissione, più in generale il bond servirà a ottimizzare il profilo di scadenza del debito del gruppo, l'indebitamento netto di Enel a fine 2012 dovrebbe attestarsi attorno ai 44,5 miliardi, portandolo oltre i sette anni. Inoltre, servirà anche per riequilibrare il debito tra istituti bancari e obbligazioni. Nel 2012, il gruppo energetico ha in scadenza più o meno 10 miliardi di euro tra bond e linee di credito ma ha liquidità disponibile per 25 miliardi e soprattutto dopo questa emissione rivolta al retail ne potranno seguire altre riservate agli istituzionali. Il cda ha autorizzato l'ad, Fulvio Conti, a poter ricorrere al mercato obbligazionario fino a un massimo di 5 miliardi.
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