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Questo articolo è stato pubblicato il 18 febbraio 2012 alle ore 12:12.

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dal nostro inviato Maximilian Cellino
PARMA - «Le banche dovranno dimostrare di saper svolgere bene la loro funzione di allocazione del credito». È un messaggio di fiducia, ma al tempo stesso un invito all'impegno quello che il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, intervenuto oggi a Parma al congresso Assiom Forex, rivolge agli istituti di credito italiani.

Evitato il «rischio incombente di un'acuta crisi di funding, con ripercussioni su credito e conseguenze gravemente destabilizzanti», grazie soprattutto all'ampia liquidità messa a disposizione dalla Banca centrale europea (Bce) con l'asta triennale di dicembre, le banche italiane devono in sostanza tornare a svolgere il proprio ruolo, quello di finanziare famiglie e imprese. Il Governatore non ha infatti mancato di notare che, se fino allo scorso novembre il credito erogato dalle banche italiane al settore privato non finanziario aveva continuato ad aumentare, in dicembre i prestiti si sono contratti di circa 20 miliardi. Le banche devono però tornare a finanziare il sistema con attenzione, secondo Visco, cioè attraverso «una gestione sana e prudente, con acuita capacità selettiva», per evitare che l'economia «entri in asfissia creditizia, deperendo e trascinando con sé anche le prospettive del sistema bancario».

Visco ha riconosciuto anche i «progressi ritenuti impensabili in direzione della sostenibilità finanziaria» compiuti dalla politica economica italiana, e ha invitato il Governo a effettuare passi in avanti «altrettanto coraggiosi» sul fronte della riduzione del debito pubblico, perché «le inquietudini degli investitori sui titoli di Stato italiani sono oggi attenuate rispetto ai momenti peggiori, ma non si sono dissipate». Certo, non è soltanto l'Italia a dover svolgere il proprio dovere: «Per ridurre il premio al rischio sui titoli pubblici dei Paesi impegnati nello sforzo di stabilizzazione e rilancio produttivo occorrono decisioni comuni», ha detto Visco, facendo riferimento alla cosiddetta "governance" europea. Va data quindi «rapida attuazione alle prescrizioni del fiscal compact», vanno rese più efficaci «le procedure operative dei meccanismi di sostegno finanziario a livello europeo», cioè i fondi Efsf ed Esm, va infine «scongiurato definitivamente il rischio di pericolosi effetti di contagio, portando a soluzione il problema della Grecia».

Non è mancato poi un riferimento all'operato dell'Eba, l'autorità bancaria europea le cui richieste in materia di adeguamento di capitale agli istituti italiani sono state aspramente criticate dall'Abi: è la sequenza ottimale delle decisioni adottate dal Consiglio europeo, segnala Visco, il problema. Se fosse stata subito rafforzata la capacità d'intervento europea – ha osservato il Governatore - l'incertezza sull'evoluzione della crisi del debito sovrano in Europa si sarebbe ridotta, migliorando la valutazione dei titoli sovrani e la possibilità di reperire risorse sui mercati da parte delle banche». Per questo, ha poi aggiunto, l'Eba si è impegnata a riconsiderare le richieste di adeguamento di capitale «in relazione all'attivazione dell'Efsf e al miglioramento delle quotazioni dei titoli sovrani».

Il 2012, non ha nascosto Visco, sarà per l'Italia un anno di recessione, con una flessione media del Pil nell'ordine dell'1,5 per cento. Occorre tuttavia «andare avanti» e «operare perché con la normalizzazione delle condizioni sui mercati finanziari e del credito sia possibile stabilizzare l'attività produttiva in Italia già nella seconda metà del 2012 e tornare a un'espansione del reddito nel prossimo anno»: un messaggio di fiducia e speranza anche per il nostro Paese.

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