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Questo articolo è stato pubblicato il 22 febbraio 2012 alle ore 17:31.

Mi assicuro sulla vita e metto un po' di soldi da parte. Poi faccio l'investimento in un fondo comune. Alla fine metto anche un po' di soldi sugli indici di Wall Street e se avanza qualcosa sottoscrivo pure un prodotto previdenziale. Tutte queste operazioni possono essere realizzate grazie a una polizza: ci sono quelle Vita a capitalizzazione dove la compagnia si impegna a pagare una rendita o un capitale qualora i beneficiari siano ancora in vita al momento previsto dal contratto. O le polizze più finanziarie (sempre Vita) agganciate a fondi (unit) o indici (index). E ancora i prodotti assicurativi previdenziali. Famiglia al completo.
Ecco quello che pensano a proposito delle prime tre tipologie gli esperti del Ctcu, il Centro tutela consumatori dell'Alto Adige (associazione indipendente sostenuta da fondi pubblici): «Spesso tali tipi di polizze vengono sottoscritte da coloro che non amano occuparsi direttamente della gestione dei propri investimenti – ricorda Paolo Guerriero, consulente Ctcu – e si affidano fiduciosamente ai consigli degli esperti. Peccato che non sempre tale fiducia venga adeguatamente ripagata dagli addetti ai lavori».
La questione di base per tali prodotti è che fanno e promettono troppo: assicurano sulla vita, ti fanno investire e ti portano a spasso per le Borse internazionali. Alla fine si perde l'obiettivo finale. «Ai clienti – aggiunge Guerriero – dovrebbe essere sempre spiegata molto bene la differenza fra il fine assicurativo e quello di investimento». Appunto, cosa voglio fare? Garantire ai miei familiari un paracadute in caso mi succeda qualcosa o voglio fare un banale investimento? Mettere insieme le due finalità spesso costa. Tanto.
«Prima e al momento della conclusione di un contratto di polizza di capitalizzazione – rileva il consulente altoatesino – suggeriamo di farsi sempre e comunque rilasciare una dettagliata indicazione dei costi applicati: solo così si potrà capire quanto del premio versato venga effettivamente investito dalla compagnia». Occhio dunque ai "caricamenti", ovvero i costi amministrativi: nel salvadanaio-polizza vengono versati soltanto i premi netti. «Va sempre messa "nero su bianco" la garanzia del rimborso a scadenza del capitale investito oltre a quella di un eventuale rendimento "minimo"», spiega Guerriero.
C'è inoltre il capitolo finanziario. «Le polizze index sono in ogni caso prodotti di investimento di rischio – conclude Guerriero – e come tali non possono essere assolutamente offerti ad investitori che manifestino alla compagnia la loro nulla o scarsa propensione al rischio. Attenzione anche alle lunghe durate dei contratti: l'uscita anticipata costa molto cara». Più in generale prima di stipulare tali polizze è meglio valutare a fondo la propria situazione previdenziale. In ultimo una digressione nell'area "Danni": meglio decidere di anno in anno il prodotto, suggeriscono dal Ctcu, per sfruttare le opportunità e scegliere le offerte migliori o più adatte alle proprie esigenze presso un'altra compagnia. No quindi alle durate pluriennali.
LE DOMANDE ALL'AGENTE
Qual è il rendimento minimo garantito?
Nelle polizze vita a capitalizzazione è importante sapere il rendimento garantito determinato dalla previsione del tasso tecnico e/o della percentuale minima di rivalutazione del capitale. Il tasso tecnico, nello specifico, esprime la maggiorazione del capitale iniziale garantita al contraente indipendentemente dall'andamento della gestione finanziaria. In aggiunta (o in alternativa) al tasso tecnico, le operazioni di capitalizzazione possono prevedere anche una percentuale di rivalutazione minima del capitale.
A quanto ammonta il caricamento?
È l'altra domanda fondamentale da porre all'agente (promotore o sportellista bancario) al momento della sottoscrizione di una polizza. I premi versati vengono infatti subito "ripuliti" di una percentuale di costi amministrativi che finiscono direttamente nelle casse della compagnia assicurativa e dei collocatori. Soltanto i premi netti vengono investiti nel fondo per esempio (unit linked) o negli altri strumenti finanziari che dovrebbero portare alla rivalutazione nel tempo.
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