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Questo articolo è stato pubblicato il 23 febbraio 2012 alle ore 06:44.
MILANO
L'ombra di Atene sui conti di Mediobanca. Nel corso del secondo semestre 2011, l'istituto presieduto da Renato Pagliaro ha svalutato per 114,5 milioni i titoli greci in portafoglio (ora allineati al 30% del valore nominale), una rettifica pesante che – insieme alle ulteriori svalutazioni della partecipazione in Rcs per 55,2 milioni e in Delmi per 34 – ha portato a 268,9 milioni le perdite da attività finanziarie e assottigliato a 63 milioni l'utile netto, che rispetto ai 262,9 dell'anno prima segna una flessione del 76 per cento.
Al netto della crisi, i risultati del primo semestre dell'esercizio 2011/2012, diffusi ieri, mostrano segnali di tenuta. Il calo dei ricavi, infatti, c'è ma è limitato al 4,5% da 1,01 miliardi a 973 milioni «per il minor contributo delle società consolidate», con Generali su tutte che vede scendere l'apporto dai 63,3 milioni dell'anno scorso a 2,6; dal punto di vista patrimoniale la provvista sale da 51,7 a 54 miliardi grazie al prestito triennale targato Bce di 4 miliardi chiuso a dicembre, le disponibilità si riportano ai 18,7 miliardi di giugno (a settembre erano scese a 16,7) e gli impieghi crescono da 36,2 a 37,8 miliardi.
«Il semestre è stato caratterizzato dall'aggravarsi della crisi dell'area euro che ha deprezzato in misura significativa le principali asset class accelerando la contrazione delle relative economie», si fa notare in Mediobanca. «In uno scenario di eccezionale difficoltà operativa per le istituzioni finanziarie, il gruppo è riuscito a beneficiare dell'accresciuta diversificazione delle attività tra corporate e retail e della loro diversa correlazione all'andamento dei mercati, mostrando un buon andamento delle attività ordinarie». Se ne vede traccia, ad esempio, nel +6% dei ricavi da credito al consumo, con Compass che si conferma secondo operatore italiano con una quota di mercato nel semestre del 10,1% e nella crescita del 25% dei clienti retail: seppur ancora in perdita per 14,6 milioni, come l'anno scorso, CheBanca! supera la quota dei 470mila clienti e i 10 miliardi di depositi, saliti del 7% nel corso del semestre. Attività ordinarie in crescita, dunque, che tuttavia si sposano con un contenimento dei costi operativi pari al 2%, a 399 milioni.
Prossimo appuntamento in agenda, l'asta a tre anni della Bce della settimana prossima. In base a quanto dichiarato dall'amministratore delegato, Alberto Nagel nel corso della conferenza con gli analisti sui conti, Mediobanca – che nella seconda parte dell'anno ha aumentato l'esposizione in titoli di stato italiani di 2 miliardi di euro, portando l'investimento del gruppo a 5,5 miliardi – parteciperà all'asta «per una cifra non molto diversa da quella dell'ultima volta», dunque intorno ai 4 miliardi.
Tra le questioni che restano sul tavolo, anche l'adeguamento degli organi alla nuova disciplina sui doppi incarichi introdotta dall'articolo 36 della manovra Salva Italia: per valutare le ricadute il patto di Mediobanca, si è appreso ieri, potrebbe tornare a riunirsi entro l'estate, dunque prima della nuova seduta in agenda per settembre.
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