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Questo articolo è stato pubblicato il 25 febbraio 2012 alle ore 08:19.

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La crisi dei mercati finanziari ha ridotto nel 2011 il volume d'affari delle Generali che hanno tuttavia mantenuto la leadership europea nel ramo vita continuando a generare una forte raccolta di premi (5,8 miliardi) al netto dei capitali in scadenza e dei riscatti di polizze. Il consiglio di amministrazione della compagnia triestina si è riunito ieri per esaminare l'andamento della produzione nell'esercizio appena concluso che mostra una contrazione del 5,5% a 69,2 miliardi dipesa interamente, appunto, dal trend negativo del vita (-9,3% a 46,4 miliardi).
Le ridotta capacità di risparmio delle famiglie, la concorrenza dei conti correnti vincolati delle banche e la volatilità dei mercati ha rallentato la macchina produttiva del leone (soprattutto nel comparto dei premi unici) che ha tuttavia confermato la sua solidità anche nel difficile contesto. La significativa raccolta netta, che non ha eguali tra gli altri assicuratori del continente, ha ad esempio consentito al gruppo italiano una gestione senza affanni dei propri asset evitando di dover disinvestire, cristallizzando le perdite, quelli che presentavano le maggiori minusvalenze potenziali. I maggiori decrementi dei premi sono stati registrati in Francia (-21%) e in Italia (-7,3%) mentre la sostanziale stabilità del portafoglio in Germania ha fatto di quel paese il primo mercato vita delle Generali nel 2011. In controtendenza sono poi state le performance di Spagna (+14%) e America Latina (+24%).
Diverso è stato l'andamento della raccolta danni del gruppo che ha chiuso l'anno con un segno positivo (+3,1% a 22,8 miliardi), a dispetto del difficile quadro macroeconomico. In Italia, in particolare, l'incremento dei premi ha riguardato soprattutto il segmento della Rc auto (+3,1). È un dato, quest'ultimo, in cui si rispecchia anche l'effetto degli aumenti tariffari (comuni all'intero mercato) e che può essere meglio apprezzato tenuto conto del minor numero di polizze sottoscritte dalle Generali per la decisione del gruppo di abbandonare la copertura di alcune flotte aziendali, considerate poco profittevoli.
L'andamento della raccolta nel 2011 – ha commentato il group ceo Giovanni Perissinotto – ha confermato i punti di forza del modello produttivo della compagnia, l'efficacia della sua diversificazione produttiva. «Tutto ciò contribuisce – ha aggiunto fugando ulteriormente i timori di una ricapitalizzazione che nei giorni scorsi si erano diffusi – a mantenere adeguata la solidità del nostro Gruppo, in grado di sostenere con le proprie forze lo sviluppo del business».
Il consiglio di amministrazione, in aggiunta al preconsuntivo sui dati della raccolta, ha anche preso in esame alcuni aspetti della corporate governance societaria, confermando in particolare le deleghe ai diversi comitati costituiti al suo interno. Nessun accenno, invece, sarebbe stato fatto nel corso della riunione al progetto di integrazione in corso tra Fonsai e Unipol.
Infine ieri Generali Immobiliare Italia sgr ha comunicato di aver acquisito in gestione dal Fondo pensione di Unicredit asset per 500 milioni. Nel complesso la società specializzata del gruppo assicurativo si occupa al momento di immobili per un valore di circa 5 miliardi. L'accordo è uno dei primi effetti della decisione, presa da Generali Immobiliare nei mesi scorsi, di proporsi come gestore non soltanto di asset del gruppo ma anche di terzi, mettendo a frutto la pluridecennale esperienza accumulata nel settore.
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