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Questo articolo è stato pubblicato il 01 marzo 2012 alle ore 09:57.

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In una lettera la Bundesbank attacca DraghiIn una lettera la Bundesbank attacca Draghi

La maxi-asta con cui la Bce ha ieri prestato 530 miliardi di euro a 800 banche europee (139 alle banche italiane) al tasso agevolato dell'1% da restituire in tre anni, contenta Borse e spread (ai minimi da 6 mesi). Ma scontenta la Bundesbank. In una lettera inviata dal presidente della Banca centrale tedesca, Jens Weidman, al presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, la Bundesbank lancia l'allarme sui crescenti rischi della politica monentaria impostata dal governatore italiano.

La BuBa mette sotto accusa proprio le due maxi-aste della Bce (la prima il 21 dicembre, la seconda ieri) e le nuove regole sui collaterali (i titoli offerti in garanzia dalle banche per ottenere il prestito a tasso agevolato) che prevedono la possibilità di includere anche asset rischiosi. Tra questi, sono stati esclusi in ultima ratio solo i titoli greci (dopo che l'agenzia di rating Standard and Poor's ha tagliato il rating di Atene a "Sd", default selettivo).

Il presidente della Buba scrive che se una parte dei crediti non venissero risarciti, le banche di emissione nazionali dell'eurosistema potrebbero non essere in grado di compensarle.

Weidman accusa Draghi di aver impostato parametri "troppo generosi" per offrire alle banche europee l'accesso alla liquidità. Una mossa che potrebbe spingere in alto l'inflazione, il cui contenimento resta il primo obiettivo istituzionale della Banca centrale europea (che per statuto, a differenza di Federal Reserve, Bank of England, Bank of Japan e Banca centrale svizzera) non può stampare moneta e quindi aiutare direttamente gli Stati membri.

Nella sua lettera - ricevuta in esclusiva dal Frankfurter Allgemeine Zeitung, su cui la Bundesbank non rilasciato al momento commenti -Weidmann chiede un ritorno alle regole sui collaterali vigenti nel periodo pre-crisi (prima di luglio 2011) e sottolinea i rischi derivanti dai crescenti squilibri nel sistema di pagamento transfrontaliero della zona euro, conosciuto come Target2.

Ma Merkel sostiene le scelte dell'Eurotower
La Banca centrale europea agisce a sostegno dell'euro e delle banche, ai politici spetta invece decidere le azioni sulla crescita. La divisione dei compiti è stata sottolineata dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, in una breve dichiarazione ai giornalisti al suo arrivo al vertice europeo. «La Bce, con i soldi prestati alle banche, ha chiarito che sosterrà l'euro ed assisterà le banche - ha affermato la Merkel - Questo, in cambio, dà ai politici il dovere di creare posti di lavoro e di rendere l'Europa in grado di crescere, questo è il nostro compito». La cancelliera ha poi ribadito la necessitá che i Paesi dell'Ue facciano di più per migliorare la loro competitività. «Dobbiamo discutere come crescere, come migliorare la competitività - ha detto - In molte aree è chiaro che non siamo al passo dei nostri competitori internazionali. Abbiamo bisogno di questo non solo per la Grecia, ma per molti altri Paesi che sono al di sotto del loro potenziale».

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