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Questo articolo è stato pubblicato il 06 aprile 2012 alle ore 16:57.

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Entra nel vivo la prima edizione del Fund Management Challenge, la competizione organizzata dall'Italian CFA Society (associata al CFA Institute), in collaborazione con Morgan Stanley e FactSet, che vede gli studenti universitari impegnati nella gestione di un portafoglio titoli. Dopo otto settimane ( la gara è partita a febbraio e si concludera il 29 giugno 2012) guida la classifica il team della Sapienza di Roma, seguito a ruota dai giovani della Bocconi e dell'Università di Pavia.

La Fund Management Challenge è un progetto "Made in Italy" che nasce dall'idea di alcuni professionisti e soci di Italian CFA Society per promuovere i massimi standard dell'industria finanziaria verso il mondo accademico.
«La competizione – spiega Andrea Dal Santo, segretario Icfas - è stata disegnata con l'obiettivo di fornire agli studenti universitari un contesto realistico per misurarsi con le soddisfazioni e le difficoltà della gestione di portafoglio e per permettere loro di comprendere i talenti necessari ai gestori di portafoglio. Inoltre l'obiettivo è quello di avvicinare gli studenti al CFA Program: i partecipanti aderiscono infatti al codice di deontologia promosso da CFA Institute (Code of Ethics) e utilizzano tecniche e principi che sono materia di studio per ottenere la certificazione CFA, riconosciuta globalmente come importante requisito per l'accesso e la formazione nel mondo della finanza».

Dopo otto settimane è possibile stilare un bilancio provvisorio della competizione? «Finora – continua Dal Santo - gli studenti hanno lavorato con disciplina e rispettando le regole: la qualità del lavoro è decisamente elevata. Stanno dimostrando voglia di imparare e volontà di confronto. Le decisioni di investimento sono per lo più coerenti fra di loro e testimoniano un'attività collegiale nella scelta dei titoli».
La relazione fra Università e l'industria del risparmio è un fattore importante anche per il progresso della finanza: ogni passo della ricerca accademica può migliorare la performance di portafoglio. Tuttavia, il passaggio al mondo del lavoro non è automatico e richiede che il portfolio manager adatti la teoria alle esigenze operative. E il test empirico che scaturisce si rispecchia nel mondo accademico rinnovando il circolo virtuoso.

Un aspetto importante della Fund Management Challenge, è l'incoraggiamento ad investire con un orizzonte temporale medio lungo, evitando comportamenti speculativi e di puro trading. «Gli studenti – conclude Dal Santo - hanno risposto positivamente facendo ritocchi all'esposizione di portafoglio, ma mantenendo livelli di turnover relativamente contenuti. L'obbligo di mantenersi investiti spinge gli studenti a tenere un livello costante di impegno nella competizione e crea momenti di suspence con appassionanti recuperi di posizione e repentini cambiamenti di classifica».
Il Comitato Organizzatore sta facendo tesoro dei riscontri e del feedback di professori, sponsor, professionisti, studenti (le voci dei partecipanti) e università anche in vista della prossima edizione della Fund Management Challenge. Le nuove Università contattate si sono dimostrate interessate e sarebbe nostro desiderio allargare la competizione a un numero più ampio di Atenei.

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