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Questo articolo è stato pubblicato il 13 aprile 2012 alle ore 08:18.
Google vara lo split azionario. Nella foto Larry Page, uno dei cofondatori di Google
Google sale dell'1,5% sul listino di Francoforte all'indomani della presentazione di conti del primo trimestre 2012 e dell'annuncio di una manovra sul capitale con il lancio di nuove azioni senza diritto di voto.
I conti
L'azienda fondata da Larry Page e Sergey Brin ha riportato utili netti per 2,89 miliardi di dollari o 8,75 dollari per azione su un fatturato di 10,65 miliardi di dollari. Gli analisti attendevano profitti netti per 9,64 dollari per azione su un giro d'affari pari a 8,1 miliardi di dollari. Rispetto ai risultati dello stesso periodo dell'anno scorso, quando aveva riporto utili netti per 5,51 dollari per azione su un fatturato pari a 8,14 miliardi di dollari, il colosso di Mountain View ha visto i profitti netti crescere del 61% mentre le vendite sono cresciute del 24%.
Nuova classe di azioni
Il board ha approvato all'unanimità una mossa sul capitale con la dichiarata finalità di «preservare la struttura aziendale che ha consentito a Google di rimanere concentrata sul lungo termine». Una motivazione che in genere non è tra le più indicate a eccitare una parte degli investitori, soprattutto negli States.
In sostanza, sarà creata una nuova classe di titoli senza diritto di voto, quotati al Nasdaq: saranno distribuiti sotto forma di dividendo in azioni a tutti gli azionisti esistenti. Si tratta in sostanza di un split 2x1: per ogni titolo posseduto si riceverà un titolo senza diritto di voto. Se pure il frazionamento potrà rendere l'azione più accessibile ai piccoli investitori, è chiaro - ed esplicito - che servirà soprattutto a facilitare ai co-fondatori Larry Page e Sergey Brin il continuo esercizio di una forte influenza sulle strategie aziendali, attenuando le eventuali pressioni di grandi azionisti. Sembrano in molti a pensare che, tutto sommato, i due siano i più indicati a decidere cosa sia bene per la società.
Android, Chrome e YouTube
Il ceo Page ha dichiarato che, in un altro «grande trimestre», la società ha riscontrato un forte slancio «dalle grandi scommesse effettuate in prodotti come Android, Chrome e YouTube».
Sfida a Facebook
In anticipazione della comunicazione degli ultimi risultati, il mercato delle opzioni aveva mostrato di non attendersi forti oscillazioni del titolo. Un quadro ottimistico era stato dipinto già il 5 aprile scorso da Page nell' "update" della strategie del gruppo, durante il quale aveva sottolineato con una raffica di cifre i progressi ottenuti in aree-chiave di business. Gli utenti del social network Google+, intanto, hanno raggiunto - secondo quanto trapelato ieri - 170 milioni: anche questa sarà un'area di crescita, nonostante le difficoltà a sfidare il leader di mercato Facebook. Il social networking, del resto, è proprio un pallino di Page, che da quando ha preso il posto di Eric Schmidt nell'aprile dell'anno scorso ha deciso di investire parecchio in questo comparto, dove non è riuscita a sfondare e si è fatta sorprendere dal successo di alcune start-up. Ieri è arrivata la conferma che la società «continuerà a fare significativi investimenti di capitale». È stato anche reso noto che che Google - assieme a Apple e Amazon - ha raggiunto un accordo con le associaizoni di Digital Media, Recording Industry e Music Publishers sulle royalty per i servizi cloud.
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