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Questo articolo è stato pubblicato il 12 aprile 2012 alle ore 15:30.
L'ultima modifica è del 12 aprile 2012 alle ore 11:50.

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Nell'asta odierna il Tesoro ha collocato 2,88 miliardi di BTp con scadenza a marzo 2015: si tratta di un valore inferiore al massimo offerto, pari a 3 miliardi. Come nell'asta di ieri, volano i rendimenti che sono saliti al 3,89%, con un aumento dell'1,13% rispetto alla precedente asta di marzo.

Secondo gli analisti, l'esito dell'asta sui Btp italiani, con l'inversione di tendenza data dal rialzo dei tassi e un ammontare venduto sul tre anni lievemente inferiore al target massimo di tre miliardi, riflette le mutate condizioni di mercato e non deve destare preoccupazione. I mercati, però, hanno reagito diversamente: dopo l'asta, le borse europee soffrono, con Milano e Madrid maglie nere d'Europa.

Grilli: tassi troppo alti non abbiamo preso tutta la domanda. Nell'asta dei BTp di oggi «abbiamo fatto la scelta di non prendere tutta la domanda che c'era perché in questo momento non abbiamo urgenza di fare funding a tassi che, secondo noi, non siano quelli giusti e rilevanti». A puntualizzarlo è il viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli, che a margine del convegno Elite in corso al Palazzo della Borsa di Milano, precisa che i risultati del collocamento odierno «sono nelle aspettative» e puntualizza che «i tassi devono rispondere alle attuali condizioni di mercato». Se la domanda «è stata forte» è perché «le aste riflettono le condizioni del mercato. L'importante - ha sottolineato ancora Grilli - è avere una buona domanda e che i nostri titoli non abbiano avuto un segnale negativo in questi termini».

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