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Questo articolo è stato pubblicato il 31 maggio 2012 alle ore 07:18.

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Derivati, banche internazionali ed enti territoriali italiani. Per un decennio istituti finanziari di base a Londra si sono arricchiti piazzando prodotti improbabilmente sofisticati a Comuni, Province e Regioni. In molti casi le banche hanno lucrato sull'incompetenza o l'inconsapevolezza di politici e funzionari pubblici incapaci di distinguere uno swap da un sinking fund. Ma in altri a facilitare profitti da favola per le banche della piazza londinese sono stati italianissimi "consulenti" che operavano con un piede nell'Ente e uno nelle banche.

Le lettere anonime, per la loro stessa natura, sono da prendere con prudenza. Specialmente se indirizzate a una Procura "sensibile" come quella di Palermo. Ma, come i cattivi pensieri di andreottiana memoria, a volte colgono nel segno. È il caso dell'esposto arrivato nel marzo del 2003 che denunciava pagamenti di tangenti "estero su estero" in relazione a operazioni finanziarie tra la Regione Sicilia e la succursale londinese della banca giapponese Nomura. Tangenti che secondo l'anonimo, sarebbero andate a Marcello Massinelli e Fulvio Reina, due strettissimi collaboratori dell'allora Governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro, detto Totò.

L'esposto diceva che Nomura aveva conseguito un guadagno molto maggiore del dovuto e che quel surplus era stato compensato con pagamenti offshore fatti a chi aveva favorito quelle operazioni.

La sostanza di quella denuncia anonima appare adesso confermata dalle risultanze di una lunga e approfondita inchiesta condotta dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo con il supporto del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, che da anni insieme indagano sulla vendita di derivati a enti territoriali di tutta Italia. E che hanno già trovato evidenze di simili pagamenti a un consulente della Regione Calabria.

Da pochi giorni, gli esiti dell'inchiesta sulla Regione Sicilia sono state trasmesse alla Procura di Palermo per competenza territoriale. Secondo gli inquirenti, nelle operazioni con la Regione Sicilia, Nomura avrebbe incassato un ammontare totale pari a oltre 48 milioni di euro. Con profitti anche 10 volte superiori a quanto il mercato normalmente non consenta. La banca giapponese avrebbe a sua volta riconosciuto provvigioni nei confronti di entità societarie riconducibili a Massinelli e Reina per oltre 16 milioni. Quasi 12 dei quali pagati sui conti esteri di una struttura creata all'uopo in Irlanda, la Profitview Investments Ltd.

Apparentemente furono Massinelli e Reina, in una riunione a Londra, a chiedere che il grosso dei loro compensi fosse versato in Irlanda anziché sui conti della loro società italiana, Rossini S.r.l.. E nonostante all'interno di Nomura ci fosse stato chi aveva manifestato il timore che parte di quei denari potessero essere girati a funzionari o politici della Regione, la richiesta era stata accolta. Il grosso dei pagamenti delle commissioni è così finito a Profitview, società che non risulta aver mai avuto un singolo dipendente.

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