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Questo articolo è stato pubblicato il 04 luglio 2012 alle ore 11:55.

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Conti congelati fino al 31 luglio. È questa l'unica certezza nel mare di difficoltà in cui navigano gli oltre 28mila correntisti di Banca network investimenti. L'istituto - nato nel 2003 da Bipielle Net, una costola della Banca popolare di Lodi di Giampiero Fiorani, ma dal 2007 la proprietà di Bni è passata poi ad altri soci - è stato commissariato a novembre 2011 dalla Banca d'Italia che, per motivi precauzionali, ha disposto a fine maggio 2012 la sospensione di conti per un mese. Un mese necessario per eseguire l'istruttoria e le verifiche sulla gestione della banca e per arrivare a una decisione: rilancio (magari attraverso la vendita degli asset a un altro istituto) oppure liquidazione coatta amministrativa.

Dietro il crack ci sono anche investimenti in titoli molto rischiosi: tra questi figurano anche strumenti finanziari garantiti da Lehman Brothers, la banca fallita nell'ottobre del 2008 di cui è stato un esponente di primo piano Ruggero Magnoni, con il fratello Giorgio azionista della Sopaf, principale socio di Banca Network.

Disagi per clienti e dipendenti
Il regolamento prevede che se dopo un mese gli accertamenti non sono conclusi ne scatta automaticamente un altro per continuare le verifiche. Ne consegue che, ormai, avendo scollinato luglio, i correntisti di Banca Network saranno costretti a prolungare l'agonia di non poter disporre delle somme depositate fino al 31 luglio. Una situazione difficile da immaginare, come emerge da alcuni commenti arrivati al Sole 24 Ore direttamente dai correntisti di Banca network che si sono traditi. «Ho un conto corrente Banca Network bloccato ex art. 74 TUB. Il giorno 31.05, ignaro di tutto, ho emesso un assegno che mi è stato bloccato e adesso devo pagare il beneficiario in altro modo e non so come visto che la liquidità era sul conto Bni. Inoltre mi è stata bloccato il Rid del mutuo che doveva essere pagato con valuta 01.06, per cui ho dovuto fare un bonifico con altra banca per questo mutuo - scrive Claudio -. Non ho avuto nessuna informazione preventiva sul blocco, che mi ha preso totalmente alla sprovvista. Basti pensare che il 27.05 era stato accreditato lo stipendio di mia moglie, ora anche questo indisponibile».

Daniela scrive: «Mi sono ritrovato un giorno a dover lasciare il carrello della spesa, al supermercato, ed senza liquidità, debbo chiedere soldi per mangiare, e non e facile, perchè intorno a me ci sono tante personne, che non arrivano a fine mese. Per il rimborso rate di un prestito e rimborso carta di credito, non so cosa fare, mica posso chiedere anche queste! Poi ci sono anche le utenze».

Senza dimenticare i 69 dipendenti di Bni che rischiano oltre al danno (posto di lavoro) la beffa (in molti sono anche correntisti). Mentre la rete da 334 promotori finanziari è stata recentemente acquisita dalla Consultinvest di Maurizio Vitolo.

Si intravede luce alla fine del tunnel per i clienti
Tuttavia per chi ha in giacenza somme non superiori a 100mila euro (la copertura massima garantita dal Fondo di tutela dei depositi a cui Banca network, come tutte quelle regolarmente operanti in Italia, è iscritta) si inizia a intravedere una luce in fondo al tunnel.

Alcune fonti indicano che entro questa settimana dovrebbe chiudersi l'istruttoria per la quantificazione millesimale delle somme da rimborsare. Dopodiché dovrebbe essere dichiarata dalla Banca d'Italia la liquidazione coatta amministrativa dell'istituto. Atto formale dopo il quale scatta il conto alla rovescia di 20 giorni per il rimborso, fino a 100mila euro per conto corrente, delle somme in giacenza.

Ipotesi bancarotta
Intanto per i vertici della banca potrebbe profilarsi anche un procedimento giudiziario. Secondo l'agenzia Radiocor Il Sole 24 Ore, la procura di Milano sta esaminando la situazione di Banca network, valutando la possibilità di aprire un fascicolo sulla gestione della banca. I magistrati di Milano hanno ricevuto proprio dalla Vigilanza di Palazzo Koch una nota informativa sulle condizioni dell'istituto e ora stanno valutando la possibilità di aprire un fascicolo per l'ipotesi di reato di bancarotta. Da un primo esame, secondo quanto appreso, starebbero emergendo dei profili di irregolarità e di cattiva gestione. Una vicenda, quella di Banca network, che ricorda per certi versi quella di Banca Mb, la banca d'affari milanese fondata da Fabio Arbe, posta in liquidazione coatta a maggio 2011.

www.twitter.com/vitolops

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