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Questo articolo è stato pubblicato il 03 agosto 2012 alle ore 06:40.

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La produzione europea di pallet Epal, destinati prevalentemente ai mercati interni, ha visto il 2011 chiudersi con 68,3 milioni di pezzi prodotti, il 2,3% in più rispetto all'anno precedente. Il primo trimestre di quest'anno tuttavia, con 16,3 milioni di pezzi, evidenzia un calo del 2,5% rispetto al medesimo periodo del 2011.
La Germania si è confermata l'anno scorso al primo posto in Europa con 6,4 milioni di pezzi nuovi (+0,3%) e 2,7 milioni riparati (-1,9%). Ben distanziata troviamo la Polonia, che ottiene comunque un risultato interessante: +5,2% nel nuovo (4,3 milioni) e +19,2% nell'usato (1,1 milioni).
Per quanto riguarda il mercato italiano, ci sono segnali di grave sofferenza: la produzione di pallet Epal nel primo trimestre del 2012 è crollata del 17,9%, attestandosi a 1,2 milionidi pezzi, mentre la riparazione ha visto un sostanziale equilibrio, con 722mila pezzi(-0,9%).
Nel nostro Paese le importazioni di segati di conifera, materiale utilizzata per i pallet) sono diminuite vistosamente nei primi quattro mesi di quest'anno: -16%, a 856.801 metri cubi.
Diversa la situazione sul fronte dei prezzi. Le rilevazioni del Cril (Centro ricerche imballaggi legno e logistica) evidenziano infatti un leggero incremento per quasi tutte le sezioni di segati di conifera utilizzate per i pallet. In giugno le sezioni 13x70 millimetri hanno registrato un incremento dello 0,5% rispetto a marzo 2012. In salita anche le sezioni 17x75 mm (+1,7%) e 22x143 mm (+1,1%), mentre risultano in leggero calo le sezioni 75x95 mm (-0,9%). Il Superindice Cril, che si basa sulla media aritmetica dei quattro dati precedenti, indica a sua volta un incremento delle quotazioni dello 0,6% rispetto al marzo scorso.
«Il dato Epal è sicuramente allarmante – commenta Emanuele Barigazzi, coordinatore del Comitato tecnico Epal di Conlegno – Come comitato stiamo lavorando su più fronti per risolvere i problemi che affiggono il sistema d'interscambio. Già da tempo operiamo in sintonia con gli enti preposti, affinché l'adozione e l'utilizzo di sistemi di imballaggio riutilizzabili, come l'Epal, vengano in qualche modo incentivati, tant'è che a breve chiederemo l'introduzione del regime Iva del reverse charge per evitare fenomeni evasivi».
Sulla difficile situazione dei prezzi Barigazzi è altrettanto chiaro: «Le segherie hanno la necessità di aumentare la marginalità in quanto stanno ancora lavorando sottocosto, ma la domanda di segati per imballaggio resta bassa. Per la fine dell'estate si capirà se la contrazione nella produzione dei segati, conseguente alla riduzione dei turni lavorativi e alla pausa estiva, porterà a un ulteriore incremento dei prezzi dei semilavorati per imballo, oppure se la scarsa richiesta li manterrà comunque ai livelli di giugno».
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