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Questo articolo è stato pubblicato il 09 agosto 2012 alle ore 08:16.

L'eurocrisi sembra andata in ferie, almeno per l'Italia. Sembrano trascorsi secoli dalla rovente estate dell'anno scorso, con il Governo Berlusconi costretto a varare in fretta e furia una manovra lampo da oltre 45 miliardi di euro appena prima di Ferragosto per ottenere, come si è poi saputo, l'acquisto di BTp da parte della Bce per calmierare gli spread impazziti.
Questo agosto l'eurocrisi sembra congelata. Certo, i mercati sono "sottili", dominati da pochi scambi e con la speculazione che la fa da padrona. Le tensioni sullo spread restano, ma sono "virtuali" perché il Tesoro si è guardato bene da effettuare aste pesanti in questo mese: c'è giusto un collocamento di Bot a un anno il 13 agosto e poi - dopo l'annullamento dell'asta del 14 - nulla fino a fine mese, nulla. Si riprende solo il 28 con CTz e Btpei (i titoli indicizzati all'euroinflazione), mentre il 29 tocca ai Bot a sei mesi e il 30 ai BTp a cinque e dieci anni.
Persino il Parlamento italiano ha capito che quest'estate non ci sarebbero state manovre salva-Italia come nel 2011 e se ne è andato in ferie fino al 5 settembre.
Ma la situazione è davvero così tranquilla? Fermo restando che d'estate da tradizione i mercati e gli spread ballano, per l'Italia non dovrebbero esserci troppi rischi. Il debito verrà collocato solo dopo il 27, e i giochi veri si riapriranno nel prossimo mese. La data cruciale è il 12 settembre, il giorno in cui la Corte costituzionale tedesca si pronuncerà sulla legittimità del fondo salva-Stati permanente Esm. Un passo fondamentale, che dovrebbe avviare un meccanismo di calmieramento degli spread italiani e spagnoli da parte dell'Europa (in cambio del proseguimento delle riforme strutturali).
Un blog del Wall Street Journal scommette che quel giorno, il 12 settembre, si avrà «il simbolico inizio di una nuova stagione di crisi per l'euro, e tutto sembra avviato per un inizio col botto». Noi speriamo di no, ricordando agli americani che l'implosione dell'eurozona sarebbe un colpo di clava anche per loro e, piuttosto, di stare attenti alla turbofinanza a leva. Intanto godiamoci quest'estate di crisi apparentemente congelata. Sperando che lo scudo antispread, rimandato a settembre, superi l'esame dei severi giudici di Karlsruhe.
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