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Questo articolo è stato pubblicato il 21 settembre 2012 alle ore 06:42.

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La vigilia del patto di sindacato di Rcs MediaGroup è una tappa sofferta, almeno in Borsa, per il titolo del gruppo editoriale. Ieri le azioni hanno chiuso con un calo del 14,4% a 1,54 euro, seppure ancora distanti da quei 0,54 euro dai quali era partito il rally agostano. D'altra parte, il flottante di Borsa assai risicato agevola strappi improvvisi nelle quotazioni della società che edita il Corriere della Sera. Tanto più se la fase è delicata. Certo, le voci di un ulteriore passo avanti di Rotelli, che già detiene il 16% del capitale, sono state «categoricamente» smentite e la stessa Edizione dei Benetton ha fatto sapere di non possedere un'azione in più rispetto a quel 5,1% dichiarato. Tuttavia, c'è attesa per la riunione del patto in programma nella prima mattinata di oggi è grande. Il passaggio, seppure non risolutivo, potrebbe essere decisivo.
Per i soci del sindacato, che governano più o meno il 58% di Rcs, si tratta del primo incontro con il nuovo amministratore delegato della società, Pietro Scott Jovane. Ossia con il manager che, nei prossimi mesi, dovrà scrivere il fondamentale piano industriale del gruppo. È evidente, dunque, che in molti si aspettano che questo primo faccia a faccia possa servire per trasmettere a Jovane gli umori degli azionisti rispetto alle future necessità economiche del gruppo editoriale.
In quest'ottica, il mercato si è interrogato sulla possibilità che l'azienda metta in cantiere un aumento di capitale da 400 milioni. L'ipotesi troverebbe certamente favorevoli Rotelli e Della Valle, soci fuori dal sindacato, mentre potrebbe avere un'accoglienza più fredda in seno al patto. Il sindacato non escluderebbe a priori interventi sul capitale ma forse potrebbe vedere di buon occhio una soluzione mista. Tanto più considerati i chiari di luna del mercato. Ecco perché, a Piazza Affari si inizia a valutare l'idea di un bond convertibile accompagnato da un marginale sforzo economico dei soci. Si tratta, però, di un puro esercizio teorico considerato che la decisione finale potrà essere presa dai soci, che comunque sono pronti a supportare il nuovo piano industriale, solo dopo aver visionato il piano Jovine e le opzioni che offre in tema di risparmio dei costi e investimenti da compiere.
Da capire se la questione possa far scattare ulteriori tensioni fra i soci dentro e fuori il patto, vista anche la recente ascesa all'8,7% di Della Valle. Imprenditore che giusto ieri ha incassato le lodi di Tarak Ben Ammar che, però, ha precisato di esprimere un parere personale e di non rappresentare, nello specifico, Mediobanca, primo azionista di Rcs: «Ho sempre pensato che il Corriere abbia bisogno di un editore e non di un gruppo di editori. Il fatto che Della Valle compra vuol dire che ha il coraggio delle sue opinioni e ha i mezzi per il suo coraggio».
Nel frattempo, la nuova FonSai targata Unipol preferisce restare defilata. Al patto di oggi non manderà nessuno in sostituzione di Massimo Pini, recentemente scomparso. Sarà il nuovo cda eletto da Bologna a fine ottobre, non questo che opera in regime di prorogatio, a provvedere a riguardo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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