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Questo articolo è stato pubblicato il 22 ottobre 2012 alle ore 12:42.

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Alcuni tirano il fiato. Altri rilanciano. Nel panorama italiano dei conti di deposito si alternano le strategie degli istituti di credito che negli ultimi anni ci hanno abituato a forti movimenti sui tassi offerti ai risparmiatori, premiando coloro che vincolano per un determinato arco temporale (generalmente da tre mesi a 2 anni) il capitale.

Osservando l'ultimo trend del confronto dei rendimenti dei conti di deposito (dati elaborati da Supermoney.eu) emerge la novità di Chebanca! che ha da pochi giorni lanciato una nuova offerta con un tasso lordo annuo del 4% (3,2% al netto della ritenuta fiscale dello 20% che si applica dal 2012 sui conti di deposito) sulla nuova liquidità per 6 mesi. È possibile aderire all'offerta fino al 15 dicembre.

Si tratta di un tasso promozionale che al momento stacca di 50 punti base l'offerta promozionale di Ing direct (riservata ai nuovi clienti e per 12 mesi) e quella a regime di Webank che si attestano su un tasso annuo lordo del 3,5% (2,8% netto). Superiore il tasso pagato da Santander: 3,75% lordo a 12 mesi che sale al 4,25% per chi deposita somme superiori a 150mila euro.

Lo scontro tra le banche più aggressive si allarga a Banca Ifis (conto Rendimax). Il Conto Rendimax Like offre il 4% lordo e non prevede vincoli (anche se le somme richieste vengono riaccreditate dopo 33 giorni) mentre la formula del deposito vincolato arriva fino al 4,85% lordo (con vincolo a 24 mesi e liquidazione posticipata degli interessi). In questo secondo caso, però, non è possibile richiedere in anticipo le somme in giacenza, in caso di evenienze.

Stessa formula seguita da Banca Sistema che con SiConto! offre il 4,8% lordo a 24 mesi (il 4,4% a 12 mesi) o il 5,2% annuo per chi vincola il capitale per 36 mesi, in diminuzione rispetto al 5,4% rilevato nel check-in di settembre del Sole 24 Ore). Mentre PrivatBank, filiale italiana della banca che ha sede in Lettonia, si spinge fino al 5,4% in caso di vincolo a 60 mesi.

Banche tradizionali
Continuano ad essere aggressive nell'offerta anche le banche tradizionali. Si tratta, dal punto di vista statistico, di una novità dato che in passato questi istituti hanno puntato più su altri prodotti. In questo momento, però, dati gli elevati costi di raccolta dei capitali sul mercato interbancario (complice la crisi finanziaria) molte banche hanno virato la strategia puntando alla raccolta di capitali direttamente dalle famiglie, offrendo in cambio tassi attraenti ma in ogni caso inferiori rispetto a quanto le stesse banche pagano/pagherebbero sul mercato interbancario chiedendo prestiti ad altri istituti.

Tra le offerte più competitive quella di Banca delle Marche che paga il 4,6% lordo (3,68% netto) a chi vincola il capitale per 24 mesi o il 4,5% lordo (3,6% netto) su vincoli a 12 mesi. Segue Banca Mps: il "conto deposito benvenuto" offre fino al 4,3% lordo (3,44% netto) a 24 mesi. E poi c'è Banca popolare di Vicenza: l'offerta via web vede un tasso promozionale del 4,25% lordo solo sulla nuova raccolta su tutte le scadenze (3,6,12,18 mesi), importo minimo 5.000 euro. L'offerta in filiale vede un tasso del 4% lordo a 18 mesi solo sulla nuova raccolta (per i soci della Banca 4,50% sempre a 18 mesi). Senza dimenticare Banco Popolare (3,55% lordo annuo con vincolo a 18 mesi) Unicredit che arriva fino al 3,5% lordo su vincoli a 2 anni (2,8% netto). In caso di deposito annuale il tasso cala al 2,5% lordo (2% netto).

La sfida con i titoli di Stato
Nel costante duello con i titoli di Stato i conti deposito sono, per larga parte, in vantaggio, complice l'attenuarsi delle tensioni sul mercato italiano dei titoli di Stato e la conseguente riduzione degli spread e dei rendimenti, tanto sul breve quanto sul lungo periodo. Oggi il BoT in scadenza il 14 ottobre 2013 prezza 98,51 che corrisponde, al rimborso a scadenza, a un rendimento dell'1,3% (al netto della ritenuta fiscale agevolata del 12,5% che si applica sui titoli di Stato). Sui due anni, prendendo quindi, il BTp che scade il 15 novembre 2014 il rendimento netto si attesta all'1,48 per cento. I titoli di Stato potrebbero riprendersi la rivincita sui conti di deposito con il BTp Italia (il cui rendimento è legato all'andamento dell'inflazione). Se nei prossimi quattro anni (la durata prevista per il BTp Italia) il costo della vita si manterrà superiore al 3% ci sono buone chance che il nuovo prodotto del Tesoro vinca il duello con i rispettivi conti di deposito.

twitter.com/vitolops

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