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Questo articolo è stato pubblicato il 23 ottobre 2012 alle ore 19:26.

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Hedge funds scommettono sui bond greci - I negoziati tra i 3 partiti della coalizione continuanoHedge funds scommettono sui bond greci - I negoziati tra i 3 partiti della coalizione continuano

Gli hedge fund stanno comprando i bond greci dopo averli venduti allo scoperto nei mesi passati. «Da quando è stata completata la ristrutturazione del debito in marzo che ha trasformato 200 miliardi di euro di bond greci in 60 miliardi di euro di titoli con varie scadenze» è partita la corsa agli acquisti di diversi hedge fund americani, scrive il Wall Street Journal, sottolineando che fra gli acquirenti ci sono Third Point, Greylock Capital Management e Fir Tree Partners.

Visto che i bond greci con scadenza 2023 hanno registrato tassi al 16,53% secondo Tradeweb, un livello più basso di tre punti dall'inizio del mese, la scommessa è che ci sono margini di guadagno. I tassi in calo significano infatti prezzi in aumento e su questo puntano gli hedge funds per la loro speculazione.

La ristrutturazione del debito ellenico ha scatenato una corsa gli acquisti in un mercato rischioso e molto limitato, visto che solo il 20% dei 300 miliardi di euro di debito di Atene è in mani private, il resto è nelle casse di investitori istituzionali. La mossa è rischiosa ma potenzialmente redditizia: i bond greci che scadono nel 2042 sono stati venduti a 12 centesimi di euro prima delle elezioni di giugno e da allora sono quasi raddoppiati a 24 centesimi. E anche in caso di uscita della Grecia dall'area euro potrebbero valere più del prezzo di acquisto.

In una lettere agli investitori datata all'inizio del mese, Third capital mette in evidenza la resistenza dei bond del Portogallo dopo il salvataggio: «Ci attendiamo che la Grecia compia una metamorfosi simile».

Ad attirare dei bond greci è il loro essere economici: rappresentano - secondo gli investitori - una rara occasione per avere in portafoglio il debito di un Paese europeo per una cifra minima. «Non ci sono molte occasioni come questa» mette in evidenza Hans Humes di Greylock, precisando che il 20% del suo portafoglio è composto da titoli di debito greci. Third Point ha realizzato profitti per diverse centinaia di milioni di dollari acquistando debito greco in luglio e in agosto.

Fir Tree ha effettuato acquisti in estate a un prezzo di 12-20 centesimi di euro e stima - secondo indiscrezioni - che se anche Atene lasciasse l'area euro i bond varrebbero fra i 30 e i 40 centesimi. Non sembra spaventare neanche l'ipotesi di un default della Grecia: la storia delle recenti ristrutturazioni insegna che «è difficile scendere sotto i 10 centesimi». E questo assicura che anche nell'ipotesi peggiore, gli investitori otterranno indietro un parte dei loro soldi.

Il salvataggio è ormai certo
Il Governo di coalizione greco proseguirà a trattare con la troika Fmi, Ue e Bce per trovare un'intesa sul nuovo pacchetto di misure di austerità necessario per sbloccare gli aiuti delle comunità internazionale. Lo hanno spiegato i due leader della componente socialista del Governo, rispettivamente Evangelos Venizelos e Photis Kouvelis secondo cui il tema nodale rimane quello della deregolamentazione del mercato del lavoro e, in ultima analisi, della maggiore mobilità.

Secondo Venizelos, inoltre, la comunità internazionale deve garantire una «soluzione globale e definitiva» della crisi del debito greco, garantendo la sua solvibilità nel medio periodo. Per questo Venizelos ha detto di aver chiesto al premier Antonis Samaras di contattare nelle prossime ore i suoi omologhi europei per poter definire «un quadro globale che possa essere presentato al parlamento» al posto di una semplice lista di nuove misure di austerità.

Secondo fonti giornalistiche greche i leader dei tre partiti non sono riusciti a trovare un intesa sui punti più delicati, come la richiesta della troika di eliminare gli aumenti automatici delle retribuzioni per i dipendenti pubblici, o il taglio dei sussidi ai lavoratori in cassa integrazione, la riduzione di 15mila dipendenti pubblici e la riduzione delle indennità di licenziamento nei contratti privati da sei a tre mesi.

I contenuti dell'intesa
Comunque il mercato scommette sull'intesa dei tre partiti della coalizione con la troika: anzi, secondo alcuni l'accordo ci sarebbe già a grandi linee, e questo darebbe il via libera all'approvazione in parlamento delle misure. Per venire incontro al Governo di Atene la troika è pronta a ridurre il tetto delle privatizzazioni nei prossimi tre anni. Lo rivela il giornale Kathimerini, secondo cui le entrate previste dalle privatizzazioni scenderebbero dagli attuali 19 miliardi di euro a 8,8 miliardi di euro entro il 2015, mentre rimarrebbero a 50 miliardi di euro gli incassi a lunga scadenza che dovranno scaturire dalla cessione del patrimonio pubblico.

Dopo l'approvazione in Parlamento a quel punto arriverebbero i soldi della tranche da 31,5 miliardi di euro.

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