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Questo articolo è stato pubblicato il 20 dicembre 2012 alle ore 06:42.

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Il mercato dei pallet di legno ha chiuso il terzo trimestre dell'anno con risultati migliori delle previsioni, facendo intravedere all'orizzonte una ripresa che, se confermata, consentirebbe alle aziende del comparto di tornare competitive dopo un biennio di drammatico calo dei consumi.
Nei primi nove mesi del 2012 la produzione a marchio Fitok, tipologia di prodotto rivolta prevalentemente alle esportazioni, segna un discreto incremento (+4,6%) attestandosi a quota 1,4 milioni di metri cubi. Nel terzo trimestre l'unico segmento Fitok in calo è stato quello dei pallet trattati negli impianti fitosanitari dei soggetti italiani autorizzati, che sono diminuiti dell'1,74% facendo registrare un rallentamento complessivo, tra gennaio e settembre, di 2,8 punti percentuali. Questo dato, sottolineano gli analisti, è stato fortemente influenzato dalla diminuzione della produzione di pallet Epal (destinati prevalentemente ai mercati interni e alla grande distribuzione) che nei primi nove mesi del 2012 sono calati del 3,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno passato. In particolare sono diminuiti i pallet di nuova produzione (terzo trimestre -6,6%, pari a 90mila pezzi in meno), portando il calo totale dei primi tre trimestri a -14,8 per cento. Positivo, invece, l'indice dei pallet riparati che da luglio a settembre hanno segnato un interessante +2,1% e 842.225 pezzi prodotti.
Nell'insieme si tratta di un quadro non drammatico, sottolinea Fausto Iaccheri, presidente di Conlegno: «Rispetto ai dati di giugno, che facevano pensare a una forte contrazione nei mesi a venire, vediamo che la produzione a marchio Fitok ha tenuto. Ciò vuol dire che le esportazioni stanno sopperendo al calo del mercato interno, grazie al discreto andamento dei pallet a perdere».
Le maggiori difficoltà vengono quindi dai pallet Epal, che confermano un calo iniziato nel 2010 e che non accenna ad arrestarsi. «Un aiuto a risollevare questo comparto – suggerisce Emanuele Barigazzi, coordinatore del Comitato Tecnico Epal di Conlegno – potrebbe venire dall'applicazione della reverse charge, che consentirebbe una seria lotta all'evasione dell'Iva. Fenomeno, quest'ultimo, che sta togliendo ossigeno alle aziende sane e rispettose della legge».
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