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Questo articolo è stato pubblicato il 24 gennaio 2013 alle ore 09:26.
L'ultima modifica è del 24 gennaio 2013 alle ore 13:14.

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La giornata di BorsaLa giornata di Borsa

Chiusura debole per Wall Street. Il Dow Jones sale dello 0,34% a 13.825,33 punti, il Nasdaq perde lo 0,74% a 3.130,38 punti mentre lo S&P 500 è invariato (+0,01%) a 1.494,33 punti, dopo aver toccato quota 1500 punti per la prima volta dal 2007. Apple chiude in forte calo, perdendo 12,36% a 450,47 dollari per azione.

In Europa, Milano chiude in rialzo dell'1,01% una seduta partita sottotono, grazie al rally delle banche. Bene anche il resto d'Europa: Londra sale dell'1,09%, Parigi avanza dello 0,70% e Francoforte registra un progresso dello 0,53%, mentre l'Ibex di Madrid cresce dello 0,61% (segui gli indici finanziari). Ancora forti vendite su Banca Mps, dopo una prima sospensione per eccesso di ribasso. Ieri il titolo dell'istituto senese - coinvolto nello scandalo dell'operazione Alexandria - ha bruciato 267 milioni di euro. Secondo l'ad Viola ci sarebbero perdite su derivati per 720 milioni.

Bene i bancari
A Piazza Affari la migliore è stata Unicredit (+4%), seguita, fuori dal comparto bancario, da Azimut (+3,6%) e Mediolanum (+3%), nel giorno in cui sono stati pubblicati i dati 2012 sul risparmio gestito. Per contro, Fiat(-2%) e Pirelli & C (-1,9%) hanno chiuso in rosso dopo le indiscrezioni stampa secondo cui il mese di gennaio sarà molto negativo per le vendite di auto in Europa, con un calo del 20% per l'Italia. Giù anche Tod's (-1%), che ieri ha pubblicato i conti.

Sul versante obbligazionario lo spread tra BTp e Bund vacilla sotto quota 260 punti con il rendimento dei titoli a 10 anni italiani sotto il 4,2%. Sul mercato valutario, l'euro è in rialzo sul dollaro a 1,338 dollari (1,329 ieri) e tratta a 120,334 yen. Il rapporto dollaro/yen quota a 89,935. Il petrolio guadagna l'1,24% a 96,41 dollari al barile (cambio euro/dollaro e convertitore di valute).

Superindice Usa in linea
Il superindice dell'economia americana è cresciuto in dicembre dello 0,5%, in linea con le attese degli analisti.

Vendite al dettaglio
Le vendite al dettaglio a novembre registrano un nuovo calo, perdendo lo 0,4% rispetto a ottobre e il 3,1% su base annua. Lo rileva l'Istat, sottolineando che si tratta del quinto ribasso congiunturale consecutivo e dell'ottavo tendenziale. Su base annua risulta in discesa anche l'alimentare (-2,0%).

Pmi area euro
Il Pmi del settore manifatturiero nella zona euro a gennaio é salito a 475 punti dai 46,1 di dicembre, sui massimi da 10 mesi. Secondo le stime preliminari diffuse da Markit, il Pmi composito si è attestato a 48,2 punti dai 47,2 di gennaio del mese precedente, mentre quello dei servizi è migliorato a 48,3 punti da 47,8. L'indice della produzione è salito a 48 punti dai 46 di dicembre. I dati definitivi saranno diffusi l'1 febbraio per il settore manifatturiero e il 5 per i servizi.

Focus Tokyo
La Borsa di Tokyo termina gli scambi in rialzo dell'1,28%, a ridosso dei massimi intraday, in scia alla frenata dello yen. L'indice Nikkei, che mette fine alla serie negativa di tre sedute di fila al ribasso, guadagna 133,88 punti, fino a quota 10.620,87.

Primo deficit commerciale del Giappone con l'Ue
I listini hanno ignorato i dati del deficit commerciale nipponico che ha toccato nel 2012 il record di 6.927,3 miliardi di yen (pari a 58 miliardi di euro). Poche sono le prospettive di una rapida e decisiva inversione di tendenza nel trend del deficit, lasciando a Tokyo solo la possibilità di procedere con gli sforzi per rilanciare l'economia in difficoltà. I dati mostrato che il Giappone ha toccato un deficit record con la Cina (a 3.521 miliardi di yen) e il primo rosso da sempre con l'Europa (a 139,7 miliardi di yen). L'anno passato il deficit commerciale é quasi triplicato rispetto al disastroso 2011.

Bruxelles si pronuncia sulla riforma Fornero
Oggi la Commissione europea esprimerà un parere sulla riforma Fornero, giudicata non in linea con le regole Ue in materia di protezione dei diritti sindacali dei lavoratori a termine: Bruxelles annuncerà l'invio di un parere motivato contro l'Italia per la non corretta applicazione della direttiva Ue del 1999 che regola i diritti dei lavoratori a termine.

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