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Questo articolo è stato pubblicato il 29 gennaio 2013 alle ore 14:47.

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(Reuters)(Reuters)

L'improvviso incontro a Milano di Mario Draghi con Vittorio Grilli ha aperto oggi il sito del Financial Times. Nella visita senza preavviso, "non annunciata", Draghi, oggi presidente della Banca centrale europea, ha discusso con il ministro delle Finanze dei "crescenti problemi" del Monte dei Paschi di Siena e del ruolo svolto dalla Banca d'Italia quando lui ne era governatore.

Vittorio Grilli è stato informato da Draghi prima dell'audizione di oggi alle commissioni Finanze riunite di Camera e Senato sullo scandalo Mps. Interpellata dal Ft, la Bce ha confermato che Draghi si è incontrato con Grilli in un ufficio del ministero a Milano, ma non ha voluto fare ulteriori commenti.

Secondo una fonte del governo italiano, che ha chiesto l'anonimato, Draghi – precisa il Ft - voleva "briefare" Grilli sul ruolo svolto dalla Banca d'Italia nella vigilanza di Mps quando, in un'ispezione del 2010, ha scoperto che la banca di Siena aveva preso posizioni rischiose in derivati.

Il salvataggio da 3,9 miliardi di euro di Monte Paschi da parte del governo di Mario Monti è diventato una questione "potenzialmente esplosiva", scrive il quotidiano britannico, a un mese dalle elezioni, con il primo ministro e la Banca d'Italia accusati da politici di centro-destra di non essere stati "pienamente trasparenti" sulle sospettate irregolarità finanziarie della banca di Siena. Una banca che, che ricorda il Ft, "ha stretti legami" con il Pd.

Da un rapporto interno della Banca d'Italia, ottenuto dalla stampa italiana, risulta che un team di ispettori della Banca d'Italia venne a sapere della natura rischiosa dei contratti derivati in una visita alla banca tra maggio e agosto del 2010.

Secondo due persone "vicine alla Banca d'Italia", scrive il Financial Times, Draghi come governatore aveva ordinato un esame minuzioso e intenso del Monte dei Paschi, un esame di cui faceva parte la visita del 2010. Come risultato, Draghi ha imposto "un'azione di vigilanza ancora maggiore". I documenti sono stati sottoposti all'autorità giudiziaria nel maggio 2011 ed è stata la "moral suasion" della Banca d'Italia che ha portato l'anno scorso all'estromissione del management di Monte dei Paschi, poiché – precisano le fonti – "la banca centrale non aveva il potere di licenziare i manager".

"Banca italiana presa nel vortice della politica elettorale", titola oggi il New York Times. Pur essendo il Monte dei Paschi di Siena una banca "regionale", lo scandalo "ha implicazioni politiche e perfino europee", osserva il quotidiano newyorchese, facendo notare che il caso Mps è scoppiato proprio quando la Bce e i leader europei sembravano essere riusciti a ridare credibilità all'euro.

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