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Questo articolo è stato pubblicato il 20 febbraio 2013 alle ore 06:43.

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La 7 passerà a Cairo Communication per il valore simbolico di 1 euro. Di fatto l'emittente sarà consegnata "ripulita" dalle perdite e presumibilmente anche da debiti. Lo schema dell'operazione, che dovrà essere definita entro il 1° marzo (quando scadrà l'esclusiva concessa da Telecom), prevede, a quanto risulta, che il gruppo guidato da Franco Bernabè rinunci ai crediti vantati nei confronti della controllata Ti-media, la holding che ha in pancia La7, Ti-broadcasting (i tre multiplex) e il 51% di Mtv. Crediti che a fine 2012 ammontavano a 260 milioni, praticamente tutto l'indebitamento di Ti-media.

La rinuncia dei crediti, che non si traduce in conversione in capitale azionario, dovrebbe permettere di fatto alla holding di evitare l'abbattimento del capitale per perdite (con la sua eventuale ricostituzione) fattispecie prevista dal codice civile che potrebbe essere borderline già nel 2012. Ma soprattutto, Ti-media potrà passare liquidità alla Srl La7 per un importo stimato in poco meno di cento milioni, mentre dovrebbero anche, a catena, essere abbuonati all'emittente tv crediti infragruppo per una quindicina di milioni. La Srl nata a settembre dello scorso anno avrebbe inoltre già accumulato poco meno di 60 milioni di debiti, e non è chiaro se nell'ultima offerta di Cairo, che è stata migliorata rispetto alla precedente, sia previsto un parziale accollo da parte dell'acquirente che comunque, a seguito di tutti gli aggiustamenti concordati, dovrebbe disporre di una "dote" di poco inferiore ai 90 milioni, con la quale tentare la ristrutturazione (da riesaminare ci saranno parecchi contratti d'ingaggio) per riportare i conti in pareggio, operazione che finora non è mai riuscita a Telecom, sotto ad alcuna gestione. Definiti gli ultimi dettagli e firmato il contratto, il closing definitivo slitterà di qualche mese, una volta ottenuto l'ok dell'Agcom – che dovrà vagliare l'operazione alla quale stanno lavorando gli studi legali Gatti-D'Urso-Bianchi per Telecom e Bonelli-Erede-Pappalardo per Cairo.

In una nota Urbano Cairo ha espresso «soddisfazione per le decisioni assunte dai cda di Telecom Italia e Telecom Italia Media che hanno formalizzato la concessione di trattare in esclusiva l'acquisizione de La7 nel rispetto delle procedure e dei tempi». L'offerta, insieme all'altra finalista di Clessidra, scadeva infatti ieri. Sul filo di lana era arrivata però anche la manifestazione d'interesse di Diego Della Valle con una lettera – necessariamente senza cifre – che non era stata neppure letta nel corso del consiglio Telecom, dal momento che si è deciso di chiudere la procedura concedendo l'esclusiva all'editore piemontese. Al di là delle dichiarzioni ufficiali, Della Valle aveva preso contatti con entrambi i contendenti (non solo con Clessidra) e non è da escludere in assoluto una collaborazione tra i due imprenditori, anche se Cairo ha messo le mani avanti, precisando di aver presentato la sua offerta da solo. Cairo ha spiegato che il suo è «un progetto editoriale puro che mira a preservare e valorizzare l'alto livello di qualità editoriale attuale de La7, ottenuto anche grazie alle sue professionalità migliori e più note, coniugando ciò con un più attento contenimento dei costi e una auspicabile positiva gestione».

Allo sfumare dell'Opa promessa da Clessidra e al venire meno della prospettiva di contesa con Della Valle, il titolo di Ti-media si è comunque sgonfiato in Borsa, cedendo oltre il 9% a 0,1584 euro.

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