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Questo articolo è stato pubblicato il 28 febbraio 2013 alle ore 11:13.

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Il nuovo Governatore della Banca del Giappone Haruhiko Kuroda (Epa)Il nuovo Governatore della Banca del Giappone Haruhiko Kuroda (Epa)

Il nuovo Governatore della Banca del Giappone Haruhiko Kuroda è considerato un falco, in un senso contrario a quello di cui si parla per i falchi della Bundesbank: a Tokyo falco è chi vuole una politica monetaria molto aggressiva finalizzata a battere la deflazione e quindi a creare inflazione, mentre in Europa si dicono "colombe" tutti coloro che non temono più di tanto quella inflazione di cui i "falchi" tedeschi restano tanto ossessionati fino a volerla evitare a ogni costo indipendentemente dall'andamento generale dell'economia. Kuroda, 68 anni, è un ex alto funzionario del Ministero delle Finanze che tra il 1999 e il 2003 supervisionò tra l'altro alcuni interventi diretti sul mercato valutario con la vendita di yen, e attualmente è il presidente dell'Asian Development Bank, una sorta di Fondo monetario/Banca Mondiale per l'Asia (ma assai più benevolo nei suoi programmi-chiave di aiuto allo sviluppo). E' stato nominato dal Governo del premier Shinzo Abe, assieme all'accademico Kikuo Iwata come uno dei due vicegovernatori: le nomine dovranno essere approvate dai due rami del Parlamento. Lo yen si è indebolito (dopo due giorni di recupero legato anche agli effetti delle elezioni italiane) e la Borsa di Tokyo ha fatto un balzo del 2,7% dopo l'annuncio della nomina di due forti critici delle esitazioni del Governatore uscente Masaaki Shirakawa (che si dimetterà il 19 marzo): l'attesa è che la Banca del Giappone cominci già in aprile come minimo a espandere il suo programma di acquisto di asset.

Vari analisti ritengono che la BoJ acquisterà più attività diverse dai bond (come fondi immobiliari e obbligazioni societarie) e si rivolgerà a titoli statali con scadenze più lunghe. Kuroda ha mostrato di condividere appieno l'obiettivo del 2% di inflazione accettato con riluttanza da Shirakawa su forti pressioni del nuovo governo. Ma sarebbe eccessivo considerarlo un radicale. Un conto è, da presidente della Adb, richiama Tokyo perche' facesse di più per rilanciare la sua economia a beneficio anche degli altri Paesi asiatici; un altro è pilotare la Nippon Ginko verso territori inesplorati. Da esperto diplomatico, probabilmente si opporrà all'idea di acquistare bond esteri, operazione che molti _ fuori dal Giappone _ considererebbero equivalente a una manipolazione del cambio. Il nuovo vice Iwata lo pungolerà, visto che, da professore, per anni ha quasi insultato la BoJ mettendone in dubbio la credibilità (il titolo di un suo libro è proprio: "E' credibile la Banca del Giappone?). In un discorso televisivo rivolto anche all'opposizione (che controlla la Camera Alta) Abe ha trovato accenti lirici per giustificare le sue nomine: "L'onere di questa generazione è ricostruire e rafforzare l'economia per convincere le nuove generazioni che il futuro sarà positivo. Lo faremo lanciando tre forti armi: una risoluta politica monetaria, una politica fiscale flessibile e una strategia di crescita perstimolare gli investimenti privati". Taro Aso, ministro delle Finanze di un Paese in recessione da tre trimestri, ha aggiunto: "Mostreremo al mondo la via verso una soluzione". Il Giappone, insomma, come modello per altri Paesi industrializzati su come rilanciare una economia stagnante. Ma il fatto che diventa sicuro che la BoJ rincorrerà più velocemente la Federal Reserve in una politicamometaria ultra-espansiva pone un problema all'Europa e alla sua banca centrale.

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