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Questo articolo è stato pubblicato il 25 marzo 2013 alle ore 06:41.

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Nell'immaginario collettivo il diamante è un bene rifugio per eccellenza, forse ancora più dell'oro perchè associato anche all'idea della portabilità e del gioiello. Ma il diamante non è un asset speculativo – come il metallo giallo, che è molto volatile e tutti i giorni affronta la prova del mercato – quanto piuttosto un investimento conservativo, da mantenere sul lungo periodo e che tutti gli anni assicura un rendimento medio attorno al 4-5 per cento.

«Dal 1992 a oggi – spiega Claudio Giacobazzi, consigliere d'amministrazione di Intermarket Diamond Business (Idb), azienda leader nell'intermediazione dei diamanti di investimento – si è rivalutato ben più dell'oro e dell'Eurostoxx 50, perchè il mercato è controllato dalla sudafricana De Beers che pianifica con grande attenzione gli stock da immettere sul mercato».

La politica della De Beers è quella di seguire le logiche della domanda finale e di commercializzare i diamanti secondo modalità economicamente efficienti, frenando e smorzando gli eccessi speculativi. Questo è uno dei motivi per cui, anche in periodi di forte depressione, le quotazioni delle pietre possono rimanere invariate, senza subire particolari flessioni.

Un diamante da investimento considerato benchmark per la sua efficienza di prezzo sul mercato – cioè il Top Crystal I, purezza If e da 0,5 carati – oggi vale, secondo i prezzi pubblicati sul Sole 24 Ore da Intermarket Diamond Business, 5.316 euro contro i 3.633 di dieci anni fa, con una rivalutazione costante nel tempo. L'apprezzamento non appartiene di certo alla sfera della speculazione, ma difende comunque dall'inflazione aggiungendo qualcosa in termini percentuali.

Ma un investitore quale percentuale del suo portafoglio potrebbe destinare all'acquisto di diamanti? «Non c'è una cifra precisa, dipende dalla disponibilità e dalla propensione al rischio – risponde Giacobazzi – ma considerando che la somma minima da investire è di 5-6.000 euro, per un portafoglio complessivo da 100.000 euro di valore la quota potrebbe essere attorno al 5%». La smobilizzazione dell'investimento è assicurata da Idb – che opera attraverso una rete di oltre 8.000 sportelli bancari – con una commissione che, se è del 16% entro un anno dall'acquisto, scende al 7% dal settimo anno in poi.

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