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Questo articolo è stato pubblicato il 14 maggio 2013 alle ore 09:57.

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Intesa Sanpaolo ha chiuso il primo trimestre 2013 con un utile netto di di 306 milion, facendo meglio delle attese degli analisti, che puntavano su 270 milioni, e meglio del quarto trimestre 2012 quando c'era stata una perdita di 83 milioni; in calo, invece, rispetto ai primi tre mesi del 2012, quando il risultato netto era stato positivo per 804 milioni: decisiva, in questo caso, la flessione degli interessi netti, che scendono del 19,2% a 2,02 miliardi. Sul fronte della solidità patrimoniale, il Common Equity Basilea pro forma si é attestato al 10,7%, il Core Tier 1 all'11,3% (al 10,7% considerando il nuovo trattamento degli investimenti assicurativi).

«Intesa Sanpaolo si conferma come una tra le piu' solide banche europee in termini di stato patrimoniale, con una posizione di capitale e di liquidita' in rafforzamento trimestre dopo trimestre», commenta il consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo, Enrico Cucchiani: «Sono soddisfatto per i risultati di questo trimestre, che appaiono superiori al consensus di mercato e sono in linea con il nostro impegno sul dividendo per l'esercizio in corso», aggiunge facendo riferimento alal previsione di una cedola
per azione pari o superiore ai 5 centesimi distribuiti nel 2012.

Ubi Banca ha chiuso il primo trimestre 2013 con un utile netto di 26,5 milioni, in calo del 74,8% rispetto allo stesso periodo del 2012. Il risultato, diffuso stamattina dopo il consiglio di gestione di ieri, segna comunque il ritorno all'utile, dopo la perdita da 140 milioni registrata negli ultimi tre mesi dello scorso anno. I proventi operativi sono scesi del 14,3% a 799,8 milioni, con margine di interesse invariato a 417,2 milioni e commissioni nette a 304,8 milioni (+1,8%), mentre gli oneri sono scesi dell'8,1% a 538,3 milioni; le rettifiche su crediti sono aumentate a 157,7 milioni (da 131,2), per un costo del credito annualizzato di 68 punti base (da 54). Per il 2013, il gruppo prevede «un lieve miglioramento del margine di interesse nel corso dei prossimi trimestri» e «un eventuale ulteriore miglioramento potrebbe derivare da un ritorno alla crescita degli impieghi, più che sostenibile dati la solidità patrimoniale e la buona posizione di liquidità del gruppo».

In mattinata è stata diffusa anche la trimestrale di Carige, approvata ieri dal Cda: il gruppo ha chiuso il primo quarto dell'anno con un utile netto consolidato in crescita del 7,4% rispetto a un anno rima a 48,6 milioni. L'utile netto é stato realizzato pur in presenza di maggiori rettifiche di valore su crediti (+71,8%) effettuate a presidio dell'accresciuta rischiosità, compensate dalla crescita del margine di intermediazione (+2,4% a 304,1 milioni) e dal contenimento dei costi operativi (-13,5% a 145,1 milioni). Il prosieguo dell'esercizio «si svolgerà ancora in un contesto macroeconomico che si mantiene critico ormai da oltre cinque anni».

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