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Questo articolo è stato pubblicato il 07 maggio 2014 alle ore 22:15.
L'ultima modifica è del 07 maggio 2014 alle ore 23:14.

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Listini europei a due velocità nel finale di seduta (consulta il saldo degli indici di Borsa). Dopo una partenza segnata dal tonfo di Tokyo, che ha perso quasi il 3%, e dall'inatteso calo degli ordinativi all'industria tedesca (-2,8% contro il +0,3% atteso), le Borse avevano in parte riassorbito le perdite grazie soprattutto alle indicazioni in arrivo dalle trimestrali delle società quotate. Due nomi su tutti: Henkel e Siemens.

Ma il recupero è stato confinato alle Borse di Francoforte e Parigi. Non ha aiutato il cambio di rotta di Wall Street che, dopo essere partita in rialzo, è tornata in negativo nella prima ora di scambi (indice S&P500), per poi chiudere contrastata. Dopo le parole della presidente della Fed Janet Yellen e le aperture sulla crisi ucraina del presidente russo Vladimir Putin il Dow Jones è salito dello 0,72% a 16.518,54 punti. Bene anche l'indice S&P500, che ha guadagnato lo 0,56% a 1.878,25 punti. Chiusura col segno meno, invece, per il Nasdaq, che ha cedutolo 0,32% a 4.067,67 punti. Dopo il termine degli scambi intraday a Wall Street l'euro passava di mano a 1,3915 dollari.

La Borsa americana è stata frenata dalla nuova pesante ondata di vendite che si è abbattuta sui titoli delle società internet. Di riflesso ne hanno risentito anche le piazze finanziarie europee. Dopo il tonfo di Twitter (-18% martedì) è stata la volta di Groupon che ha registrato ribassi a doppia cifra dopo la trimestrale deludente. Dai massimi di inizio marzo l'indice Nasdaq Internet ha perso il 17% mentre le società del settore hanno bruciato quasi 200 miliardi di dollari in capitalizzazione.

A Piazza Affari tensione sul il titolo Fiat dopo la presentazione dei conti del primo trimestre chiuso in rosso e del piano industriale. Buona parte degli indicatori di conto economico sono risultati al di sotto delle attese degli analisti a partire dal risultato della gestione ordinaria (trading profit) che è stato pari a 622 milioni di euro contro gli 854 milioni messi in conto dal consensus degli analisti Bloomberg. Il titolo è stato sospeso per eccesso di ribasso per chiudere in rosso dell'11%.

Sempre sul fronte societario ha deluso la francese Societe Generale, secondo gruppo bancario francese per capitalizzazione, che ha registrato un'inattesa frenata (-13%) degli utili netti che si sono attestati a 315 milioni contro gli 835 attesi dagli analisti. Un risultato negativo effetto soprattutto di una svalutazione da 525 milioni di euro della controllata russa Rosbank il cui business è stato frenato dalla crisi in Ucraina e dalla svalutazione del rublo che dall'inizio dell'anno ha perso oltre l'8% nel cambio con l'euro.

Bene invece l'olandese Ing che ha chiuso il primo trimestre con una perdita di 1,92 miliardi di euro contro l'utile da 1,9 miliardi registrato nello stesso periodo dell'anno scorso. La perdita, effetto soprattutto degli oneri di ristrutturazione, è risultata inferiore a quanto messo in conto dal consensus di analisti S&P Capital IQ che avevano stimato una perdita superiore ai due miliardi.

Come avvenuto nelle precedenti sedute, le notizie negative sul fronte macroeconomico e geopolitico (vedi la crisi in Ucraina) hanno un impatto principalmente sul mercato azionario mentre sembra immune dalle tensioni il reddito fisso. Il tasso del BTp decennale italiano in particolare è sceso ancora sotto la soglia del 3% toccando un nuovo minimo storico al 2,98% (segui lo spread Bund-BTp) nel corso della mattinata salvo poi risalire nella seconda parte della seduta.

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