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Questo articolo è stato pubblicato il 15 maggio 2014 alle ore 13:52.
L'ultima modifica è del 15 maggio 2014 alle ore 14:14.

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Si potrebbe definire il tripadvisor del mondo assicurativo: così si presenta InsurVisor, la startup nata per mettere in contatto gli utenti con i professionisti del settore. Come il famoso marketplace turistico, InsurVisor si basa sulla possibilità di votare e recensire compagnie assicurative, intermediari, ma anche carrozzieri, medici e avvocati, proprio come accade per gli hotel. Con l'obiettivo di migliorare il servizio su spinta della domanda di strumenti assicurativi.

La piattaforma, nata da un'idea del broker Andrea Viganotti, offre agli stessi operatori l'opportunità di costruirsi una rete relazionale e di allargare il proprio giro d'affari. Come in un social network si avrà il proprio profilo con le attività svolte e i feedback rilasciati dai clienti, inoltre dalla stessa pagina si potrà localizzare e contattare la figura che si è scelta. «InsurVisor è il primo marketplace indipendente nel settore delle polizze e mira ad accogliere tutti i professionisti», così il fondatore Viganotti risponde a quelle esigenze di cambiamento che stanno rivoluzionando il mercato assicurativo. Un esempio sono i siti di comparazione delle Rc auto, dove l'offerta si limita a una ricerca per prezzo tralasciando così la qualità del servizio e l'aspetto social. Il progetto è ambizioso, «puntiamo a diventare leader del mercato - continua il fondatore -. E nel 2015 ci svilupperemo anche in Europa». Anche per questo la sede operativa della società è a Londra, che oltre ai vantaggi fiscali offre una proiezione maggiore sul continente.

La mela di Newton in questo caso è l'aforisma di Albert Einstein: «Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuamo a fare le stesse cose», che Viganotti ha letto su una lavagna multimediale durante un incontro scuola-famiglia. Grazie all'idea il broker è riuscito a coinvogere colleghi e altri soci tanto da autofinanziarsi, «abbiamo investito un milione di euro euro senza chiedere aiuto alle banche».

L'entusiasmo che ha lanciato Viganotti e i suoi colleghi è generato principalmente dal cavalcare la rivoluzione digitale che sta interessando un mercato tradizionale come quello assicurativo. Secondo uno studio del Cetif dell'Università Cattolica di Milano gli agenti non si sentono adeguatamente supportati tecnologicamente dalle compagnie. Questo comporta che i professionisti spendono tempo prezioso per pratiche amministrative e burocratiche invece che sviluppare la relazione con il cliente. Per gli addetti ai lavori alcune soluzioni possono ricercarsi nell'introduzione di tecnologie basate sulla firma digitale e firma grafometrica, il contenimento della documentazione cartacea e l'automazione dei processi.

Registrarsi a InsurVisor è gratuito e per gli operatori è pevista anche una versione premium con assistenza personalizzata, messagistica privata e la funzione "Fatti richiamare", un utile strumento per non perdere il contatto con il cliente quando si è occupati. Per l'app invece bisognerà aspettare settembre.

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