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Questo articolo è stato pubblicato il 28 maggio 2014 alle ore 21:20.

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Entro fine anno la Cina avrà un future sul petrolio, che potrà essere liquidato anche in dollari e scambiato liberamente da investitori stranieri, senza bisogno di aprire una sede nel Paese. Una novità assoluta, quest'ultima, che promette di accelerare l'affermazione del nuovo contratto.
Il progetto di un future autoctono non è affatto una novità: Pechino ci aveva provato per la prima volta nel lontano 1993 e in seguito ha rispolverato più volte il piano, senza che si traducesse in nulla di concreto. Oggi più che mai, tuttavia, il Governo appare determinato a conquistare per la Cina – che domina i consumi mondiali di materie prime – una maggiore influenza anche sulla formazione dei prezzi. Il successo del future sul greggio sarebbe un passo cruciale in questa direzione.
È stato il vicepresidente della China Securities Regulatory Commission, Jiang Yang, ad annunciare che il lavoro preparatorio è quasi ultimato e che la Shanghai Futures Exchange (Shfe) potrà quotare il future nella nuova Free Trade Zone di Shanghai nel 2014. Il contratto si potrà regolare alla scadenza mediante consegna fisica del greggio (di qualità ad alto contenuto di zolfo, come quelle più importate in Cina) o per contanti, con l'opzione per gli stranieri di farlo in dollari. Il China Securities Journal scrive che per agevolare la loro partecipazione la State Administration of Foreign Exchange offrirà una quota giornaliera in valuta locale superiore a 5 miliardi di dollari.
Stando a indiscrezioni raccolte da Reuters, dopo il petrolio anche l'oro presto diventerà oggetto di scambi altrettanto aperti agli operatori internazionali. La Shanghai Gold Exchange (Sge) ha appena ottenuto via libera dalla banca centrale per avviare una nuova piattaforma, nella stessa Ftz di Shanghai, su cui nel quarto trimestre dovrebbero essere quotati tre contratti – inizialmente solo spot – sul metallo, riferiti a barre da 100 grammi, 1 chilo e del tipo London Good Delivery (da 12,5 kg). La Sge avrebbe già invitato diverse banche straniere a partecipare, tra cui Hsbc, Anz Banking Group, Standard Bank, Standard Chartered e Scotiabank.
Twitter: @SissiBellomo
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