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Questo articolo è stato pubblicato il 29 maggio 2014 alle ore 12:34.
L'ultima modifica è del 29 maggio 2014 alle ore 12:50.

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(Imagoeconomica)(Imagoeconomica)

Oggi a Roma Carla Rabitti, presidente dell'Apf, nel presentare la relazione per l'anno 2013 dell'Organismo per la tenuta dell'Albo dei Promotori Finanziari (APF), ha ricordato le attività principali dell'anno ma anche i progetti futuri che riguardano l'organismo.

Da un lato l'andamento del settore e i volumi rendono palese un ruolo crescente dell'attività dei promotori finanziari presso gli investitori; dall'altra la prassi di mercato e l'evoluzione normativa stanno dimostrando la coincidenza di attività tra promotori e consulenti finanziari.

Da qui la necessità di riunire sotto una stessa denominazione consulenti appunto e soprattutto sotto una stesso cappello, quello appunto dell'Apf, regolamentazione e vigilanza su tutti i soggetti che esercitano a vario titolo (in mandato o in proprio) quest'attività. I tempi sono maturi: l'iter è avviato, al lavoro stanno contribuendo Consob, Mef e tutte le anime dell'Apf (Abi, Anasf, Assoreti) e si spera che nell'anno in corso venga concluso. Qui di seguito i punti salienti della relazione del presidente.

Il mercato
Nel settore del risparmio, benché siano ancora presenti le tracce della crisi di fiducia degli ultimi 5 anni, gli investitori sembrano orientarsi verso una fase di assestamento già a partiredagli ultimi mesi del 2013. In questo contesto, il comparto dei promotori finanziari ha consolidato il ruolo di consulente al fianco dei clienti anche nei momenti difficili e di tensione, non solo finanziaria. Tanto è vero che la raccolta delle reti nel 2013 con 16,6 miliardi di euro ha raggiunto il migliore risultato degli ultimi 13 anni sul risparmio gestito. Il patrimonio complessivo rappresentativo dei prodotti finanziari e dei servizi d'investimento distribuiti dalle reti ha raggiunto i 279 miliardi di euro, quello dei clienti è tornato a crescere con un + 2%. Cresce visibilmente (+70%) il numero dei nuovi iscritti all'albo e hanno sfiorato le 1700 unità i candidati idonei alle prove valutative per l'accesso alla professione, mai così numerosi da quando APF è operativo. I rapporti aperti dagli intermediari autorizzati risultano anch'essi incrementati e i mandati da promotore attribuiti dalle banche ai loro dipendenti hanno per la prima volta superato i nuovi mandati di agenzia. Quindi, sembra aumentare l'interesse verso il collocamento di prodotti e servizi tramite l'offerta fuori sede.

La categoria e il ricambio generazionale
Sebbene meno marcata rispetto ai quattro anni precedenti, è proseguita anche nel 2013 (meno 1,8% rispetto al 2012), la contrazione di tutta la categoria, considerata da APF l'espressione di un processo di selezione della categoria, in atto da diversi anni, tenuto conto che circa l'80% dei provvedimenti di cancellazione 2013 si riferisce a promotori che non risultavano attivi al 31 dicembre 2012, e di questi quasi il 30% è relativo a soggetti che non hanno mai avuto un mandato.A questo si aggiunge l'invecchiamento della popolazione dell'Albo, con un aumento progressivo dell'età media, e la riduzione dei giovani promotori che accedono e permangono nell'Albo. I promotori under 30 nel 2013 sono infatti pari a solo l'1,8% del totale degli iscritti.

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