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Questo articolo è stato pubblicato il 18 giugno 2014 alle ore 07:37.

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(Corbis)(Corbis)

TOKYO - La riduzione del deficit della bilancia commerciale giapponese a maggio maschera un elemento di forte preoccupazione per Tokyo che sta emergendo dalle statistiche: il calo delle esportazioni non più solo in termini di volumi, ma anche in yen. Il mese scorso il disavanzo è stato di 909 miliardi di yen: si tratta del 23esimo mese consecutivo in rosso, ma con una contrazione dell'8,3% del deficit rispetto a un anno fa dovuta al primo calo delle importazioni da 19 mesi (-3,6%) seguito al rialzo dell'imposta sui consumi (la cui introduzione aveva fatto anticipare molti acquisti e importazioni ai mesi precedenti, tanto che anche in aprile il disavanzo era leggermente sceso).

Più preoccupante per il governo del premier Abe è il dato sulle esportazioni, che sono calate in termini di yen per la prima volta in 15 mesi (-2,7% a 5.607 miliardi di yen), per lo più in relazione a una diminuzione delle spedizioni di autovetture verso il mercato statunitense. Se le politiche promosse dal governo avevano provocato un forte deprezzamento dello yen all'inizio dell'anno scorso, le dinamiche valutarie non erano riuscite a spronare i volumi delle esportazioni. E ora le spedizioni all'estero calano anche in valore monetario.
Gli economisti avevano suggerito che la domanda esterna avrebbe potuto compensare parzialmente il calo della domanda interna post-Iva nel trimestre in corso e nel prossimo, ma a questo punto la spinta da export appare evanescente. Ha un bel dire la banca centrale che la ripresa moderata in corso dell'economia giapponese ha una base più ampia che in passato proprio perché spronata dai servizi e dalla domanda interna: l'export rappresenta pur sempre un pilastro dell'economia. E se le spedizioni di autovetture verso gli Usa calano (per la prima volta in 14 mesi, nel quadro del prima calo complessivo dell'export verso gli States in 17 mesi), il campanello di allarme suona forte.

Un dato in controtendenza riguarda l'Unione Europea, con una crescita sia delle esportazioni (+14,5%) sia delle importazioni (+5,7%).
Per quanto riguarda l'interscambio con l'Italia, anche in questo caso i dati si scostano dall'andamento generale: secondo i dati doganali, le esportazioni verso il nostro Paese sono salite del 13,6% a 27,7 miliardi di yen. Le importazioni dall'Italia sono anch'esse salite, sia pure limitatamente a un modesto +3,1% (a 78 miliardi di yen). Restiamo dunque in surplus a livello bilaterale, anche se il passo del nostro export verso il Sol Levante si è fortemente ridimensionato, per lo più in relazione agli effetti dell'aumento dell'Iva in Giappone.

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