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Questo articolo è stato pubblicato il 23 giugno 2014 alle ore 20:58.
L'ultima modifica è del 23 giugno 2014 alle ore 21:09.

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(Afp)(Afp)

Dopo cinque mesi di scioperi, le miniere di platino del Sudafrica potrebbero finalmente tornare a funzionare. Riuniti nello stadio di Rustenburg gli iscritti all'Amcu, il sindacato che aveva proclamato la protesta, hanno approvato per acclamazione l'ultima proposta di aumenti salariali avanzata dalle minerarie e il loro leader Joseph Mathunjwa ha promesso che oggi l'accordo sarà formalizzato e che domani i minatori torneranno al lavoro.

Il mercato si fida fino a un certo punto. Le quotazioni di platino e palladio hanno avuto una reazione tiepida all'annuncio, limitando la discesa a meno dell'1% e cancellandola in gran parte nel giro di poche ore: il platino, un mese fa ai massimi da 8 mesi (1.489 $/oncia), ieri è sceso fino a 1.434 $ per poi risalire oltre 1.450 $, mentre il palladio – al record da oltre 13 anni una decina di giorni fa (862,50 $/oz) – è arretrato fino a 807,2 $ tornando poi verso 820 $. Più decisa la reazione di Lonmin, uno dei produttori coinvolti, che a Londra ha chiuso in rialzo del 4,5%, mentre alla Borsa di Johannesburg – già chiusa al momento dell'annuncio – Anglo American Platinum (Amplats) e Impala Platinum (Implats) erano salite di poco più dell'1%.

Gli investitori non si fanno illusioni: un accordo era già sembrato imminente più volte nelle ultime settimane. Inoltre la soluzione alle difficoltà del settore non è certo a portata di mano. «Il lavoro difficile comincia ora», ha fatto notare in un'intervista all'emittente locale Talk Radio 702 Elize Strydom, che guidava i negoziati per conto della Camera delle miniere. «Ci vorrà tempo perché la produzione torni ai livelli di prima dello sciopero. E penso che dovremo lavorare ancora molto per convincere gli investitori che il platino è una materia prima su cui conviene puntare».

I tre big minerari colpiti dallo sciopero stimano di aver perso 2,3 miliardi di dollari in mancati introiti a causa dello sciopero. E i piani di ristrutturazione aziendale annunciati prima delle proteste, in particolare da Amplats, rischiano ora di diventare ancora più dolorosi.

Anche per il sindacato Amcu è una vittoria a metà. La rivendicazione iniziale era per un raddoppio immediato del salario di ingresso dei minatori, a 12.500 rand (1.200 $). Gli aumenti ottenuti, benché sostanziosi, non sono così alti: la busta paga dei minatori con qualifica più bassa aumenterà di 2.950 $ scaglionati in tre anni. Gli aumenti sono retroattivi (da luglio 2013) ma niente salario per i mesi dello sciopero.

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