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Questo articolo è stato pubblicato il 07 ottobre 2014 alle ore 12:12.
L'ultima modifica è del 07 ottobre 2014 alle ore 17:03.

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Italiaonline fa dietrofront sulla Borsa. È il terzo ritiro, o flop, di una big cap, dopo quello estivo di Sisal e Rottapharm. Sopra la gelata estiva delle matricole è arrivata anche quella autunnale di Iol. E ora si aprono dubbi sulle altre Ipo (da Ovs a Fedrigoni) che erano attese da qui a Natale. Si fermeranno anche loro?

Proprio il debutto di Iol, il portale internet di Virgilio.it e Libero.it, di proprietà del finanziere egiziano Naguib Sawiris, è pronta a ritirare il processo di quotazione alla Borsa di Milano dove avrebbe dovuto sbarcare il prossimo 14 ottobre. Alla base della decisione della società e degli advisor, in primis Banca Imi, le attuali condizioni dei mercati finanziari che non sono ritenute ideali per l'offerta pubblica di vendita e sottoscrizione presentata da Iol agli investitori in questi giorni. L'offerta avrebbe dovuto concludersi domani 8 ottobre e prevedeva un range di prezzo tra i 5 e i 6 euro per azione.

Solo colpa delle turbolenze dei mercati? Quando Piazza Affari, nel bel mezzo di un road show cade di oltre 4 punti percentuali, la strada di una quotazione si fa molto in salita. Ma Iol, che avrebbe dovuto capitalizzare circa 300 milioni, aveva anche qualche difetto: si era presentata come un’Ipo cara. Dal prospetto era emerso che al prezzo massimo della forchetta, quindi 6 euro, avrebbe prezzato 250 volte gli utili del 2013. Ora, vero è che il mercato guarda gli utili futuri e non quelli passati, ma un multiplo così appariva esagerato, nemmeno ai tempi d’oro del boom della New Economy si vedevano questi valori (e in ogni caso si è visto come finì con le varie Freedomland, Gandalf o anche la stessa Tiscali, oggi alle prese con l’ennesimo salvataggio e un prezzo da penny stock).

C’era molta attesa sullo sbarco di Iol in Borsa: dopo la brusca doccia fredda di luglio, con due grosse società come Sisal e Rottapharma che ritirano in contemporanea la loro quotazione, Iol avrebbe dovuto fare da apripista, ri-aprire il mercato delle Ipo in Italia. Così non è stato, e ora ci si interroga se la nuova gelata abbia compromesso del tutto lo scenario: ce la faranno le altre matricole o prevarranno i timori? Molto, come sempre, dipende dal prezzo.

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