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Monte Paschi, la Bce sollecita: accelerare verso una aggregazione

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Monte Paschi, la Bce sollecita: accelerare verso una aggregazione

La Bce ha sollecitato il Monte dei Paschi di Siena a valutare eventuali aggregazioni. Lo ha indicato esplicitamente la banca senese in una nota diffusa su richiesta della Consob. L'operazione di aggregazione è aggiuntiva rispetto alla ricapitalizzazione da 3 miliardi già decisa dalla Banca e che sarà lanciata entro giugno.

«Le eventuali operazioni di aggregazione - si legge nella nota - sollecitate dalla Bce nella “Decision of the European Central Bank of 10 February 2015”, sono aggiuntive rispetto all'aumento di capitale in opzione» per complessivi massimi 3 miliardi di euro «sottoposto all'Assemblea straordinaria degli azionisti convocata in data 14-15-16 aprile 2015 ed alle altre attività previste dal Capital Plan e sono finalizzate, tra l'altro, a migliorare la redditività attesa e la capacità di generare capitale organicamente da parte della Banca, nonché eventualmente a rafforzarne ulteriormente la patrimonializzazione e la qualità del credito, al fine di rispondere alle criticità evidenziate dalla Bce nell'ambito del Supervisory Review and Evaluation Process (SREP). »

«La Banca - si legge ancora nel comunicato - intende perseguire eventuali operazioni strategiche e comunichera' in conformita' alla normativa vigente eventuali sviluppi delle stesse».

Di nuovo la “mina” Nomura
Nel bilancio 2014 di Mps, intanto, torna in primo piano la “minaccia Nomura”, mentre la banca senese accarezza l'idea di fare cassa con la quota posseduta in Anima. In serata il Monte ha reso noto di avere un'esposizione verso la banca giapponese, controparte nello scandalo derivati, che va ben oltre i limiti regolamentari. Il tutto mentre in Borsa il mercato ha apprezzato l'ipotesi che Siena esca dal capitale della Sgr, vendendo la propria quota del 10,3% a Poste italiane.

Su questo scenario Anima è volata del 7,52% a 7,79 euro tra scambi molto intensi. E così dal documento pubblicato su richiesta della Consob è emerso che il gruppo a chiusura d'esercizio aveva un'esposizione in relazione al patrimonio di vigilanza, verso la banca giapponese, «al 34,68% a livello consolidato e al 35,55% a livello individuale».

Numeri che superano di misura il «limite regolamentare» del 25%. Un grattacapo su cui la banca ha avviato un esame per valutare «ogni possibile iniziativa utile a ricondurre il valore della posizione entro i limiti previsti dalla normativa prudenziale». Tornando ad Anima, invece, come riportato dal Sole 24Ore, Mps starebbe studiando la cessione della partecipazione che detiene nella holding partecipata anche dalla Banca Popolare di Milano e dal Credito Valtellinese.

Secondo quanto appreso, però, tra i soci ancora non ci sarebbero stati contatti. Secondo alcune fonti, inoltre, la dismissione della partecipazione non sarebbe d'immediata esecuzione essendoci una serie di accordi di lock-up che ne impediscono la vendita. A giorni invece dovrebbe scadere il lock-up sui 12 mesi deciso dagli azionisti al momento della quotazione di Anima in Borsa avvenuta nell'aprile dello scorso anno.

Certo è che per il Monte vendere quel 10% circa di Anima potrebbe significare una boccata d'ossigeno, visto anche l'apprezzamento del titolo che permetterebbe a Siena di incassare un importante plusvalenza. La banca è da tempo impegnata nella vendita di diversi asset per far fronte agli impegni assunti, prima, col piano industriale concordato con la Commissione europea, e poi, nel capital plan approvato dalla Bce dopo la bocciatura agli stress test.

In vendita un miliardo di crediti deteriorati
Tra i rami in via di dismissione, come noto, c'è Consum.it. Inoltre, secondo quanto riporta Bloomberg, la banca guidata da Fabrizio Viola, che la settimana prossima convocherà gli azionisti per incassare il via libera all'aumento di capitale fino a 3 miliardi, starebbe cercando di vendere circa un miliardo di crediti deteriorati. Complessivamente l'esposizione netta della banca su crediti difficili ammontava a fine anno a 23,1 miliardi in crescita del 10% sull'anno precedente.

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