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Dossier Visco: avanti sulla bad bank. Riforme per la produttività e la…

    Dossier | N. 6 articoliRelazione Banca d?Italia

    Visco: avanti sulla bad bank. Riforme per la produttività e la crescita

    «Nel medio termine la creazione di nuovo reddito, nuova domanda e nuove opportunità di lavoro dovrà essere sostenuta da interventi e riforme volti, fin da ora, a innalzare la produttività e il potenziale di crescita». La ha detto il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nelle sue Considerazioni finali all’Assemblea dei partecipanti che, come ogni anno, evidenzia luci e ombre della situazione economico-finanziaria del Paese.

    Avanti sulla bad bank
    L'attivazione di una bad bank aiuterebbe la ripartenza del mercato del credito. Il giudizio è del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, che per questo auspica sia «rapida e costruttiva» la discussione sul tema in corso tra autorità italiane ed europee. Il sistema bancario «è provato dalla lunga recessione», ha sottolineato il Governatore. I crediti a rischio a fine 2014 sono triplicati rispetto al 2008, prima della crisi. Il Governatore ha ricordato i numeri del fenomeno: 200 miliardi di crediti in sofferenza, ai quali vanno aggiunti i 150 miliardi di altri crediti deteriorati per un totale di circa il 18% degli impieghi rispetto al 6% prima della crisi. Un fardello , ha detto il numero uno di palazzo Koch, che crea «un vincolo all'erogazione di nuovi prestiti». Per questo Visco torna a ribadire la necessità di un mercato secondario dei crediti deteriorati «anche con il concorso del settore pubblico; stiamo collaborando con il Governo a disegnarle, nel rispetto della disciplina degli aiuti di Stato. È in corso sul tema una discussione con le autorità europee che auspichiamo sia rapida e costruttiva».

    Ripresa avviata, ora consolidarla
    «Il 2014 è stato un anno di forti cambiamenti», in Europa per «le decisioni di politica economica e monetaria, in Italia per l'accelerazione dello sforzo di riforma. È stato un anno di scelte impegnative i cui primi risultati, importanti ma fragili, vanno difesi con determinazione», ha sottolineato il Governatore. «La ripresa avviata nel nostro paese nel primo trimestre di quest'anno dovrebbe consolidarsi in quello in corso e nei prossimi».

    Allargare lo spettro dell’azione di riforma
    Per rimuovere gli ostacoli allo sviluppo, l’Italia ha avviato, ha sottolineato il numero uno di palazzo Koch, «un’azione di riforma , riconosciuta a livello internazionale da istituzioni e mercati; per non deludere le aspettative di cambiamento occorre allargarne lo spettro e accelerarne l’attuazione». Nel nostro Paese, ha spiegato il Governatore, si è avviata la ripresa, ma per fare in modo che questa ripresa diventi stabile, tale da offrire prospettive di lavoro, è necessario «che prosegua lo sforzo di innovazione necessario per adeguarsi alle nuove tecnologie e alla competizione a livello globale».

    Occupazione: segnali positivi, ma prematuro un giudizio sul Jobs act
    Prematuro, per il Governatore, un giudizio sulla recente riforma del lavoro che ha esteso i meccanismi di sostegno del reddito dei disoccupati e ridotto, per i nuovi contratti, il disincentivo alle assunzioni a tempo indeterminato legato all’incertezza sugli esiti della risoluzione dei rapporti di lavoro. «La dinamica dell’occupazione - ha sottolineato Visco - riflette ancora la debolezza della domanda e gli ampi margini di capacità produttiva inutilizzata». Visco ha indicato come «segnale positivo» la forte espansione delle assunzioni a tempo indeterminato nei primi mesi del 2015, favorita anche dai «consistenti sgravi fiscali, in vigore da gennaio». Segnale positivo che suggerisce che «con il consolidarsi della ripresa l’occupazione potrà crescere e orientarsi verso forme più stabili». Il Governatore ha poi sottolineato il rischio, accentuato nel Mezzogiorno, che la ripresa «non sia in grado di generare occupazione nella stessa misura in cui è accduto in passato all’uscita da fasi congiunturali favorevoli».

    Puntare sull’innovazione
    Poi l’occupazione. La domanda di lavoro da parte delle imprese più innovative, ha detto il Governatore Visco, «potrebbe non bastare a riassorbire la disoccupazione nel breve periodo. Ne risentirebbe la stessa sostenibilità della ripresa, che non troverebbe sufficiente alimento nella spesa interna. Questo rischio - ha sottolineato il Governatore - va contrastato sostenendo, anche grazie all'innovazione, l'attività in settori dove l'Italia ha tradizioni importanti ma carenze di rilievo e dove vi è ancora bisogno di un elevato contributo di lavoro, diversificato per competenze e conoscenze». Di qui la sollecitazione a dedicare «maggiore attenzione, maggiori investimenti pubblici e privati per l'ammodernamento urbanistico, per la salvaguardia del territorio e del paesaggio, per la valorizzazione del patrimonio culturale» che «possono produrre benefici importanti, coniugando innovazione e occupazione anche al di fuori dei comparti più direttamente coinvolti, quali edilizia e turismo».

    Pensioni: garantita sostenibilità di lungo periodo
    Poi il tema delle pensioni. «Grazie agli interventi di riforma del sistema pensionistico pubblico, più che in altri paesi europei la sostenibilità di lungo periodo della finanza pubblica può essere garantita», ha sottolineato il governatore della Banca d'Italia. «In un contesto ancora difficile - ha proseguito Visco - la politica di bilancio ha cercato un equilibrio fra rigore e sostegno dell'economia, in conformità con i margini di flessibilità esistenti nelle regole europee, mantenendo negli ultimi anni il disavanzo entro il 3% del Pil. Dopo gli interventi fortemente restrittivi imposti dalla crisi di fiducia del 2011, è stato appropriato dosare le azioni di consolidamento di bilancio per non ostacolare la ripresa».

    Scuola: sì alla valutazione dei servizi offerti e delle conoscenze acquisite
    Attenzione anche ai giovani, nella relazione del Governatore, ai quali la «scuola deve fornire la prospettiva di un adeguato ritorno, non solo economico, per l’investimento in conoscenza». Visco ha messo il luce come «molti indicatori mostrano da tempo un ritardo sia nei livelli di istruzione sia nelle competenze funzionali degli italiani. W per il Governatore per migliorare i programmi di insegnamento, accrescerne la qualità e indirizzare le risorse «non si prescindere da una valutazione sistematica e approfondita dei servizi offerti e delle conoscenze acquisite».

    Pa arretrata in Italia, rinnovamento per attuare la revisione della spesa pubblica
    La pubblica amministrazione italiana è «arretrata» rispetto ad altri Paesi e il rinnovamento è la «condizione» necessaria per attuare la revisione della spesa pubblica, ha sottolineato Ignazio Visco. «Nelle nostre indagini - ha osservato Visco - le imprese segnalano con chiarezza le difficoltà dovute al sovraccarico di adempimenti burocratici e all'instabilità delle norme. Gli indicatori disponibili ci collocano nel complesso in posizioni arretrate nel confronto internazionale, anche se in tutte le aree del Paese realtà in ritardo coesistono con esempi virtuosi. Il rinnovamento dell'amministrazione, avviato da alcuni anni e che il governo si è dato come obiettivo, è anche la condizione per attuare processi di revisione della spesa pubblica che salvaguardino e potenzino la qualità dei servizi».

    L’export segnala una rinnovata capacità di competere
    «Una rinnovata capacità di competere delle imprese italiane viene segnalata da una crescita in volume delle esportazioni di beni maggiore di quella della domanda sui nostri mercati di sbocco, in particolare quelli esterni all'area dell'euro», ha sottolineato il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, ammonendo però che «i risultati delle imprese più efficienti» «contrastano con quelli di una parte considerevole del sistema produttivo». In generale, rileva il governatore, «l'attività innovativa in Italia è meno intensa che negli altri principali Paesi avanzati, soprattutto nel settore privato». Il confronto internazionale mostra anche la tendenza delle imprese italiane sia a nascere mediamente più piccole sia a faticare a espandersi. Anche in caso di successo, inoltre, l'occupazione cresce meno e per meno tempo. Sul sistema, ricorda Visco, pesa una serie di ostacoli, finanziari e soprattutto legati al contesto: complessità delle norme, farraginosità delle procedure e delle azioni della Pa, ritardi della giustizia, carenze di istruzione e formazione «frenano lo spostamento di risorse produttive verso le aziende piu' efficienti». Il tutto è aggravato da corruzione e criminalità organizzata.

    Nel governo dell'Europa trovare l'equilibrio delle regole
    Nel governo dell'Unione europea che si deve rafforzare di pari passo con l'avanzata del processo di integrazione «va trovata una sintesi - ha osservato il Governatore - nell'interesse del corretto funzionamento del mercato interno e dell'economia europea». Visco ha sottolineato che nella Commissione di Bruxelles «convivono un'anima tecnica, custode delle regole comuni, e l'embrione di un governo politicamente responsabile». A giudizio del Governatore va seguito l'esempio delle autorità di politica monetaria e di supervisione bancaria che cercano «un bilanciamento tra le regole e la discrezionalità». Per questo «il rispetto sostanziale delle regole a tutela del mercato e della concorrenza resta imprescindibile. Ma nel valutare il ruolo pubblico nella prevenzione e risoluzione delle crisi, non solo finanziarie, vanno approfondite le ragioni che differenziano politiche volte ad attivare i meccanismi di mercato da aiuti di Stato distorsivi della concorrenza».

    Crisi greca alimenta gravi tensioni destabilizzanti
    Poi il riacutizzarsi della crisi greca. «Nell'interesse di tutti i Paesi dell'area dell'Euro la crisi va governata», ha sottolineato, il Governatore di Bankitalia. Le «difficoltà» della Grecia a definire le riforme necessarie, assieme all'incertezza «sull'esito delle prolungate trattative con le istituzioni europee e con il Fondo monetario internazionale alimentano tensioni gravi, potenzialmente destabilizzanti», ha affermato il governatore della Banca d'Italia. «Il riacutizzarsi della crisi greca ha avuto ripecussioni finora limitate sui premi per il rischio sovrano nel resto dell'area - ha detto - riflettendo le riforme avviate in molti Paesi, i progressi conseguiti nella governance europea e negli strumenti a disposizione delle autorità per evitare fenomeni di contagio».

    Credito: segnali di miglioramento,a ma sofferenze sfiorano 200 miliardi
    Poi il credito. Emergono «segni di miglioramento nel mercato del credito». Ma «l'eredità della recessione pesa ancora sui bilanci delle banche: alla fine del 2014 la consistenza delle sofferenze è arrivata a sfiorare 200 mld, il 10% del complesso dei crediti». Prima della crisi, l'incidenza delle parti deteriorate «era nel complesso del 6%», ha detto il Governatore di Bankitalia.

    Bene il protocollo d’intesa siglato da Mef e Fondazioni bancarie
    Il Governatore della Banca d'Italia ha apprezzato il protocollo d'intesa tra il ministero dell'Economia e le Fondazioni bancarie che va nella direzione di far svolgere agli enti ex bancari «il ruolo di azionista nel rispetto dell'autonomia gestionale delle banche» e di diversificazione degli investimenti. Visco ha anche sottolineato che «il limite di concentrazione all'investimento in un singolo emittente tutela tanto l'interesse delle fondazioni quanto quello degli intermediari». Tra gli altri aspetti del Protocollo sottolineati da Visco c'è «il miglioramento della qualità degli organi» che ne rafforza il grado di indipendenza.

    Significativa ripresa capitali esteri per investimenti di portafoglio
    «Negli ultimi due anni vi è stata una significativa ripresa degli afflussi di capitali esteri per investimenti di portafoglio, anche in azioni e obbligazioni di banche e imprese», ha sottolineato il Governatore della Banca d'Italia, osservando però che «gli stessi ostacoli che frenano il rinnovamento e la crescita dimensionale delle nostre imprese scoraggiano ancora gli investimenti diretti in Italia». Questi ultimi, ha detto il Governatore Visco, «sono un fattore importante per i cambiamenti nella gestione, per l'innovazione e per il posizionamento produttivo e commerciale all'interno di reti internazionali. Pur mostrando segni di vivacità, gli investimenti diretti restano modesti nel confronto internazionale».

    Banche valutano operazioni di concentrazione
    «Non pochi intermediari, soprattutto di medie dimensioni, stanno valutando operazioni di concentrazione». Visco ha avvertito che «i benefici potenziali sono cospicui ma non scontati; richiedono interventi decisi sul piano organizzativo, nella razionalizzazione dei sistemi distributivi, nella gestione dei rischi, nel ricorso alla tecnologia». Visco è tornato anche sui benefici della riforma delle banche popolari («faciliterà lo svolgimento efficiente dell'intermediazione creditizia) e ha pungolato il sistema del credito cooperativo: serve un cambiamento del modello che tolga gli ostacoli alla ricapitalizzazione «il cambiamento non può essere procrastinato».

    Per le assicurazioni rischi contenuti da fase lunga di bassi tassi
    Per le imprese assicurative italiane, ha sottolineato il Governatore, i rischi legati a una fase prolungata di bassi tassi sono «più contenuti» rispetto ad altri Paesi dell'area grazie a «una struttura di bilancio sostanzialmente equilibrata». L'analisi di Visco parte dal quantitative easing avviato dalla Bce e osserva che gli stress test condotti nel 2014 hanno indicato che l'esposizione delle compagnie di assicurazione ai rischi di una fase prolungata di bassi tassi di interesse «è significativa in alcuni Paesi dell'area». Non in Italia però. In generale le compagnie possono mitigare i rischi con un maggiore allineamento dei rendimenti e della durata finanziaria delle attività e passività di bilancio, accrescere le riserve tecniche, adattare al mutato contesto di mercato, ove necessario, gli impegni nei confronti degli assicurati».

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