Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 21 giugno 2015 alle ore 08:12.

My24

Nuove risorse e competenze specifiche per accelerare il turn-around di alcune aziende a metà del guado. Ha una doppia connotazione, finanziaria e industriale, il progetto condiviso da Kkr e Alvarez&Marsal con le prime due banche italiane, Intesa Sanpaolo e UniCredit, che finalmente - secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore - vedrà la luce la prossima settimana con una dotazione iniziale di un miliardo, tra il valore dei crediti coinvolti e la nuova finanza a disposizione delle aziende.

In Europa non ci sono precedenti, si tratta di una “prima volta” per tutti - le banche, le aziende, i regolatori - e anche così si spiega l’anno e mezzo di gestazione che ha richiesto il progetto, di cui i dettagli si dovrebbero conoscere a metà settimana, probabilmente mercoledì. Il primo accordo tra i quattro partner risale all’aprile 2014, mentre gli organi di Intesa Sanpaolo e UniCredit si sono espressi tra marzo e aprile scorsi, ma da allora si è ancora lavorato per definire sia la struttura dell’operazione che l’elenco delle aziende coinvolte. Quest’ultimo, nei fatti, è destinato a rimanere fluido fino all’ultimo: inizialmente i dossier avrebbero dovuto essere una dozzina, poi per alcuni di essi si sono trovate altre soluzioni e così, secondo quanto trapela, si partirà con 6-7 imprese. Quali? Tra i nomi in circolazione da mesi figurano sia Riello che Ferroli, anche se i progetti di riassetto in corso potrebbero rivelarsi incompatibili con il veicolo Kkr, poi Burgo, a sua volta al centro di un’operazione che però potrebbero conciliarsi, quindi Orsero, Alfapark, Comital Saiag. Qualunque sia l’elenco, sarà provvisorio; perché la piattaforma prevede che progressivamente possano essere aggiunti nuovi file.

Nel dettaglio, saranno costituite due newco. Una Spa, partecipata all’80% da Kkr e al 20% da A&M, che a sua volta controllerà un Veicolo 130, al quale saranno conferite - in cambio di obbligazioni - le esposizioni di Intesa, UniCredit e di altre banche, nel caso in cui ci siano altri creditori e siano interessati a partecipare. Ceo del Veicolo 130 sarà Andrea Giovanelli, fino a ieri head of restructuring large files di UniCredit.

Ad accomunare le aziende coinvolte, diverse per dimensioni e settore, il fatto di avere serie possibilità di rilancio ma i propri crediti in ristrutturazione, situazione di semi-paralisi che di norma impedisce l’erogazione di nuove risorse secondo le vie tradizionali. Entrando nel progetto K-Equity, invece, oltre a veder compattato il fronte dei creditori gli imprenditori avranno accesso a competenze specifiche nel turn-around (messe a disposizione da A&M) e nuova liquidità, fornita da Kkr attraverso il Veicolo 130, che potrà - a fronte di nuovi piani industriali - dare nuovi crediti, garantire emissioni obbligazionarie, oppure partecipare anche ad aumenti di capitale. Con il doppio contributo, industriale e finanziario, si punta in sostanza a quel rilancio che un private equity, da solo, fatica a centrare.

Secondo quanto si apprende, le banche almeno nella prima fase non avranno benefici contabili dallo scorporo dei crediti. In compenso, gli istituti contano di accelerare il ritorno delle posizioni tra quelle in bonis.

.@marcoferrando77

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta la notizia

Listino azionario italia

Principali Indici

Shopping24

Dai nostri archivi