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Crollo per le Borse cinesi, giù del 6% sia Shanghai che Hong Kong

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Crollo per le Borse cinesi, giù del 6% sia Shanghai che Hong Kong

TOKYO - Non c'è solo il caso-Grecia, tra referendum e ultimatum: per gli investitori internazionali, specialmente in Asia, si fa sempre più preoccupante la vera e propria frana delle Borse cinesi che le ripetute misure di supporto varate dal governo non riescono ad arrestare. Il panico sui mercati azionari cinesi si è accelerato oggi con un nuovo crollo a Shanghai che porta le perdite a oltre il 30% da metà giugno: l'indice composito ha chiuso a meno 5,9% e il CSI300 ha terminato a -6,8%, con un pesante riverbero a Hong Kong, in picchiata del 5,8% dopo aver perso anche oltre l'8% (cosa mai accaduta dai tempi della crisi finanziaria globale).

Ulteriori effetti deprimenti si sono evidenziati a Tokyo, dove il Nikkei ha perso oltre il 3,1% (maggior calo in 16 mesi) e sulle altre piazze regionali . La rinnovata avversione al rischio da parte degli investitori investe anche i mercati valutari, con lo yen in ripresa sul dollaro fin sotto quota 122 e sull'euro fin sotto un cambio a 134, mentre il won coreano è sceso ai minimi da due anni nei confronti del biglietto verde.

Oggi piu' di 500 titoli cinesi sono andati incontro a una sospensione delle contrattazioni, portando il totale a oltre 1.300, quasi la metà delle azioni di classe A. In mattinata portavoce delle autorità di regolamentazione cinesi ha parlato di vendite irrazionali dettate dal panico, ma l'evocazione di questa parola sembra aver provocato più danno che sollievo. Vari analisti ritengono che senza ulteriori interventi governativi il pessimismo continuerà a prevalere e il crollo dei mercato finirà per generare una frenata dell'economia. Il broker Citic Securites invoca un altro taglio ai tassi e al livello delle riserve bancarie obbligatorie per contenere gli effetti dello scoppio di una bolla borsistica che aveva portato in un anno, fino a metà giugno, a quotazioni più che raddoppiate. Tanto che, in fondo, i corsi restano ai livelli di quattro mesi fa.

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