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Technogym sceglie la Borsa

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Technogym sceglie la Borsa

  • –Simone Filippetti

Il Re del Fitness Nerio Alessandri ha scelto Piazza Affari: la Technogym sarà quotata in Borsa. L’imprenditore romagnolo ha deciso infatti di avviare le procedure autorizzative per l’Ipo del colosso delle macchine per il training e per lo sport: la bozza di prospetto è stata consegnata ieri alla Consob e una volta soddisfatte le condizioni dell’Authority, Piazza Affari potrà arricchire il listino con un nuovo gioiello del made in Italy. L’avvio delle procedure rappresenta un passo importante non solo per l’azienda romagnola, ma anche un segnale di fiducia sul mercato finanziario, viste le incertezze che dal gennaio scorso circondano tutti i listini mondiali, Borsa Italiana inclusa. Lo stesso Alessandri ha avuto dubbi sulla strada migliore per ben valorizzare la sua multinazionale delle tecnologie per lo sport e il benessere, una realtà industriale che realizza il 90% del fatturato all’estero. In alternativa alla Borsa Alessandri aveva considerato l’ingresso nel capitale di un nuovo socio di minoranza e quattro fondi di private equity si erano fatti avanti.

A convincere Nerio Alessandri sulla Borsa deve aver contribuito anche un ottimo 2015, chiuso con ricavi per oltre 500 milioni e con un bilanzio sostanzialmente senza debiti. Technogym è una delle aziende più ammirate del mondo e un vero «miracolo italiano»: l’azienda, nata in un garage di Gambettola, entroterra della Riviera di Rimini, ha rivoluzionato in poco tempo le macchine per il trainig sportivo e la fitness, conquistano i più importanti mercati mondiali e soprattutto quello americano. «Per noi è un’evoluzione naturale, dopo aver avuto un socio finanziario che ci ha supportato negli ultimi anni» ha commentato Alessandri. Dettagli sull’Ipo, al momento non ce ne sono, ma verosimilmente l’operazione potrebbe essere un Opv (offerta pubblica di vendita) dove il fondo Arle, proprietario del 40%, uscirà totalmente e Alessandri manterrà la sua quota.

La quotazione, come detto, è anche un forte segnale di ottimismo di Alessandri, e soprattutto dei suoi advisor Goldman Sachs e Mediobanca, sull’accoglienza che avrà l’azienda a Piazza Affari. «Per noi è un progetto a lungo termine, lo sbarco in Borsa avviene a prescindere dal momento attuale. E soprattutto, è una scelta fatta anche in un’ottica di managerializzazione dell’azienda».

C’è poi anche una questione di tempistica che tira in ballo il socio di minoranza: Arle, proprietario del 40%, avrebbe una clausola, inserita nei patti parasociali, che lo obbliga a uscire entro il 2016. Dopo aver accompagnato l’azienda, il fondo cerca l’uscita dall’investimento, in portafoglio dal 2009. Non è escluso, dunque, che nella decisione di sfidare i mercati, abbia pesato la volontà di Alessandri, per il quale la Borsa sarebbe pure un traguardo imprenditoriale e un trampolino per far crescere l’azienda. L’imprenditore punta a diventare il numero uno al mondo nelle macchine per lo sport e la salute: la prossima estate, in Brasile, Technogym per la sesta volta di fila sarà il fornitore ufficiale delle Olimpiadi.

Fino a pochi giorni fa, come rivelato dal Sole 24 Ore, Alessandri ha valutato l’alternativa dei fondi: interesse era stato espresso dal fondo di Singapore Temasek e da quello scandinavo Eqt, che fa capo alla famiglia Wallenberg, azionista di big Ericsson, Electrolux e Abb. La scorsa estate, quando hanno iniziato a circolare i rumors su una possibile quotazione di Technogym, si è parlato di una valorizzazione di un miliardo basata su multipli di 15 volte il Mol. L’anno scorso i ricavi sono saliti del 10%, a 511 milioni e il Mol addirittura balzato del 40% a 86,7 milioni. Technogym non ha praticamente debiti: sono scesi a 38 milioni, e sono meno della metà del margine operativo.

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