Finanza & Mercati

Euribor, mandato di cattura per cinque trader

Tassi & valute

Euribor, mandato di cattura per cinque trader

londra

Dopo lo scacco sullo scandalo Forex, il Serious fraud office britannico cerca il riscatto sul fronte del caso Euribor. E la sorte questa volta lo premia. Gli investigatori della City hanno ottenuto dalla Corte di Westminster l’emissione di cinque mandati di cattura europei a carico di altrettanti traders coinvolti nel fixing del tasso interbancario. Si tratta di quattro bankers o ex bankers di Deutsche (Kai Kappauf, Joerg Vogt, Andrea Hauschild, Ardalan Gharagozlu) e di uno di Societe Generale (Stephane Esper), gli stessi che l’11 gennaio si rifiutarono di comparire davanti ai giudici di Londra, lasciando la corte agli altri sei co-imputati per analoghi reati. L’imputazione per tutti, lo ricordiamo, è “conspiracy to defraud” una sorta di versione britannica dell’associazione per commettere una frode, in altre parole per correggere l’arcaico metodo di fixing dell’euribor con l’obbiettivo di trarne vantaggio direttamente o indirettamente. Ora comincerà il braccio di ferro per ottenere una rapida estradizione che gli imputati vorranno a tutti i costi evitare. Se si concluderà come sollecitato dal Serious fraud office, i cinque traders che si rifiutano di rispondere all’appello dei magistrati britannici, saranno associati al processo in pieno svolgimento contro gli altri sei, alcuni dei quali, lo ricordiamo, negano qualsiasi addebito (altri evitano di pronunciarsi).

L’inchiesta penale è conseguenza diretta delle dichiarazioni rese alla Commissione europea da Deutsche, Barclays e Societe Generale, esplicite abbastanza da convincere Bruxelles a multare – 1 miliardo di dollari - la banca tedesca e quella francese, mentre Barclays fu graziata per aver svelato i dettagli del raggiro. Alle multe della Commissione si sono poi aggiunte quelle delle autorità americana e britannica che nel 2014 presentarono un conto da 2,5 miliardi dollari a Deutsche e 453 milioni a Barclays.

L’iter penale alla ricerca della responsabilità dei singoli operatori e soprattutto della cospirazione, come definita dal Serious fraud office, corre su un binario paradossalmente diverso da quello tracciato dalle ammissioni degli istituti coinvolti. Nel caso dello scandalo Forex – manipolazione del tasso di cambio - nei giorni scorsi gli inquirenti britannica hanno ammesso di non aver raggiunto un quadro probatorio sufficiente per andare a processo. E questo nonostante le banche avessero già transato con i regolatori per miliardi di dollari. Una distonia stigmatizzata più volte che rischia di gettare discredito sull'azione degli investigatori. Il Serious fraud office è al centro di critiche da tempo per modalità d'indagine che non vanno sempre nella direzione attesa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA