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Banche salvate, si tratta con Bruxelles sui rimborsi

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Banche salvate, si tratta con Bruxelles sui rimborsi

Roma

Sono scaduti ieri i termini indicati dalla Legge di stabilità per i decreti attuativi del Fondo di solidarietà da 100 milioni per i risparmiatori “scottati” dalle obbligazioni subordinate delle quattro banche messe in risoluzione a novembre 2015. Il Tesoro, tuttavia, fa sapere che non si tratta di termini ultimativi. Sotto il profilo tecnico, dunque, le scelte possibili per il governo, che scioglierà la riserva all’inizio della settimana prossima, sono ancora due . Da un lato c’è il ricorso a un decreto -legge ad hoc, per cercare di estendere le risorse disponibili portandole a circa 300 milioni, in modo da coprire le esigenze di quasi tutti gli 11 mila risparmiatori che hanno perso i loro denari.

«Ancora non ci siamo, ma penso ci siano buone possibilità di un esito positivo per i detentori di obbligazioni subordinate» ha dichiarato ieri il viceministro per l’Economia, Enrico Morando.

Dall’altro lato, nel caso in cui la Commissione europea, come già accaduto per la lunga interlocuzione sulle modalità del salvataggio delle banche, brandisse in modo rigido la minaccia di considerare l’intervento un aiuto di stato, c’è sempre la possibilità di tornare alla veste immaginata tre mesi fa (arbitrato e criteri più circoscritti per identificare chi ha diritto a una forma di compensazione) attraverso i decreti ministeriali.

Un portavoce della Commissione europea ha confermato ieri che «sono in corso colloqui costruttivi con le autorità italiane» sulla questione dei rimborsi. «La Commissione europea sta facendo del proprio meglio per essere di aiuti e fornire assistenza nel rispetto delle regole comunitarie», fanno sapere ancora da Bruxelles, senza entrare più in dettaglio.

Ieri, intanto, l’associazione delle vittime del salva-banche ha incontrato i tecnici della Banca d’Italia, in particolare il direttore dell’Unità di Risoluzione e gestione delle crisi,Stefano De Polis e la loro richiesta, nel corso di un incontro durato quasi due ore nel quale sono stati lungamente sviscerati tutti i dubbi e le perplessità dei risparmiatori, è stata quella di coinvolgere anche gli acquirenti delle quattro good bank in un intervento a favore dei risparmiatori, destinato anche a ripristinare la fiducia dei correntisti delle banche.

In particolare,le vittime del salva-banche «credono che l’unica strada percorribile sia quella in cui le banche- ponte emettano nuovi titoli a favore dei risparmiatori azzerati e, quindi, di prevedere un impegno, in tal senso, da parte dei futuri acquirenti».

Dal canto suo, la Banca d’Italia ha fatto sapere che l’incontro «è stato proficuo e ha avviato un dialogo che potrà proseguire nel futuro».

Gli esperti di via Nazionale, hanno spiegato fonti della banca centrale «hanno condiviso l'esigenza che possa consolidarsi una situazione di fiducia verso le nuove banche, nell'interesse generale».

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