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Bpm-Banco: nel piano di fusione 1800 esuberi volontari

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Bpm-Banco: nel piano di fusione 1800 esuberi volontari

Ansa
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Saranno circa 1.800 gli esuberi dei lavoratori previsti dal piano di aggregazione fra la Bpm e il Banco Popolare che verranno gestiti fino al 2019 su base volontaria e con il ricorso agli strumenti di incentivazione del comparto. Lo riferisce l’agenzia Ansa, secondo cui dei 1800 esuberi circa 500 sono frutto dei vecchi accordi al Banco. Grazie al ricorso al fondo esuberi alimentato dal settore, ai lavoratori sarà garantita l'uscita fino a circa l'80% dell'ultima retribuzione percepita.

Il progetto di fusione fra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano e il piano industriale congiunto saranno presentati lunedì pomeriggio a Milano, nella sede di Bpm, dopo i rispettivi consigli, che si riuniranno in mattinata. Alla presentazione alla comunità finanziaria e alla stampa interverranno l'ad di Banco Popolare, Pier Francesco Saviotti, e il Ceo di Bpm, Giuseppe Castagna.

Il 7 maggio scorso, l'assemblea dei soci del Banco Popolare ha approvato a larghissima maggioranza l'aumento di capitale da un miliardo di euro, uno dei requisiti per la fusione delle due banche richiesto dalla Bce. Nell'assemblea straordinaria hanno votato a favore oltre 18mila soci, mentre sono stati 120 i contrari e 37 gli astenuti. «L'aumento di capitale è la 'conditio sine qua non' posta dalla Bce per realizzare la fusione con Bpm», aveva detto l'amministratore delegato Saviotti. “Banco Popolare e Bpm - aveva aggiunto - non è la coppia dell'anno ma la coppia del decennio ed è la più importante operazione di integrazione dopo la fusione Intesa San Paolo e una volta a regime potrà eguagliare i successi di Intesa San Paolo”.

L'aumento di capitale da un miliardo di euro del Banco Popolare, passaggio obbligato per l'operazione di fusione con Bpm, per l'ad Pier Francesco Saviotti ha due obiettivi fondamentali: “Assicurare al nuovo gruppo, coerentemente con il ruolo che andrebbe a ricoprire nel mercato italiano quale terza banca del Paese, una forte posizione in termini di capitale e qualità degli attivi. In linea con la 'best practice' italiana ed europea e in grado di fronteggiare anche un contesto finanziario europeo”.

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