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Telecom aumenta l’utile e alza i tagli a 1,6 miliardi

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Telecom aumenta l’utile e alza i tagli a 1,6 miliardi

Solo i conti del primo trimestre, quelli della passata gestione (utili passati da 82 a 433 milioni) e i nuovi target di tagli dei costi (saliti di 1 miliardo a 1,6 miliardi entro il 2018), quelli del neo ad Flavio Cattaneo, al centro del consiglio Telecom che ieri è durato meno di tre ore. Rinviate invece tutte le partite straodinarie che restano appese alla risoluzione del dossier Metroweb. Telecom ha presentato un’offerta, valida ancora per tutta la settimana prossima, per il 100% di Metroweb (con la variante 67% subito e 100% a termine) valutata circa 820 milioni, 15 volte l’Ebitda 2015.

Un prezzo molto più alto dei 500 milioni dai quali si era partiti un anno e mezzo fa, ma che evidentemente Telecom ha ritenuto di mettere sul piatto per cercare di ottenere la “pace sociale”. Se Telecom rilevasse la società della fibra ottica partecipata da F2i e Cdp, per far cassa l’opzione più spedita sarebbe quella di completare la procedura di vendita di Inwit. L’orientamento a questo punto sarebbe quello di cedere tutta, o quasi, la residua quota del 60% e l’interlocutore naturale sarebbe il tandem Cellnex-F2i che aveva offerto 4,9 euro ad azione per il 57,5% del capitale della società delle torri mobili di Tim, con un assegno da 1,7 miliardi per il venditore. L’offerta però è scaduta e, nel caso, dovrebbe essere rinegoziata.

In Telecom, dopo il fallimento delle trattative su Sparkle , sono convinti che Cdp, azionista al 46,2% di Metroweb, preferirà chiudere con Enel, che ancora deve formalizzare la sua offerta (la preliminare era per 776 milioni). In questo caso l’ipotesi sarebbe quella di mettere invece sul mercato una quota di minoranza di Sparkle, società oggi interamente controllata che dispone di una rete di cavi internazionali, fattura 1,3 miliardi, ha un Ebitda di circa 190 milioni e zero debito. Il benchmark è Level 3, colosso del Colorado quotato a Wall Street, che ha una capitalizzazione di circa 18,4 miliardi di dollari, debiti per una decina di miliardi, 8 miliardi di ricavi e 2,5 miliardi di Ebitda. Altra realtà, ma Level 3 è trattata a multipli superiori alle 11 volte rispetto alla valutazione inferiore a 7 che era stata messa sul piatto da Cdp per scambiare tutta Metroweb con Spakle.

Nel frattempo, se Metroweb dovesse fondersi con Enel Open Fiber (la start up della fibra guidata da Tommaso Pompei), Telecom si prepara a ingaggiare battaglia per ottenere libertà regolamentare sull’offerta per la connessione veloce, almeno dove, come a Milano, il monopolio della fibra è di qualcun altro. “Legittima difesa” vista dall’ottica dell’incumbent, cosa che però inevitabilmente alzerà i toni dello scontro. Inutile dire che Vivendi guarda con preoccupazione all’evolvere della situazione. Non è l’ideale, se i rapporti con la compagine governativa si riducono ai minimi termini, essere l’azionista di riferimento estero di una società con business regolamentato e per di più concentrato in Italia. Il destino di Tim Brasil - con i risultati deboli del trimestre e il contesto politico ed economico del Paese sudamericano che va complicandosi - sembra infatti ormai segnato. Cura di “efficientamento” anche per la controllata carioca che poi però si cercherà probabilmente di vendere.

Dunque, i conti del primo trimestre evidenziano ricavi per 4,4 miliardi (-5,6%), con l’Italia a -2,3% e il Brasile a -15,3%. In particolare l’area consumer Italia ha fatto +2%, di cui +8,9% la telefonia mobile; -8% invece l’area business. L’Ebitda, 1,7 miliardi, è calato dell’11,3% (con una marginalità del 38,6%), frutto di un -17% del Brasile e di un -9% dell’Italia. L’utile netto è cresciuto da 82 a 433 milioni. La generazione di cassa, che nel primo trimestre 2015 era negativa per 455 milioni, è tornata positiva per 25 milioni. L’indebitamento netto si è attestato a 27,193 miliardi, con un miglioramento di 139 milioni rispetto a fine 2015.

Sul Brasile Cattaneo ha annunciato per i prossimi mesi «un rafforzamento dei piani di efficientamento pur mantenendo un forte sviluppo sia nel 3G che nel 4G», aggiungendo che «è necessario un forte segnale di cambiamento, avviato con la nomina del nuovo ceo»(Stefano De Angelis), tenendo conto delle «profonde modifiche di contesto macroeconomico, politico e di mercato, intervenute negli ultimi mesi nel Paese». In particolare le stime per il 2016 vedono il Pil brasiliano in flessione di quasi il 4%, inflazione elevata e deprezzamento del cambio. «L’intero comparto delle tlc (in particolare il segmento mobile prepagato) è risultato molto esposto a tale scenario - si legge in una nota della società - con una contrazione del valore complessivo del mercato anche per effetto di una sua sostanziale maturità e saturazione».

Per quanto riguarda l’aggioramento del piano efficienze, i risparmi previsti nel triennio al 2018 salgono da 600 milioni a 1,6 miliardi con il taglio di 800 milioni di Opex (spese generali) e l’ottimizzazione del Capex (spese per investimenti) di altri 800 milioni. Per le spese generali si prevedono interventi sulla componente commerciale con «l’ottimizzazione dei costi di acquisizione e advertising»; sui costi industriali con «l’incremento della produttività e la semplificazione delle piattaforme di rete e IT»; sulla spesa energetica, di supporto e di locazione attraverso «l’ottimizzazione degli spazi e l’implementazione dell’approccio “zero base budget”», vale a dire che si dovrà dimostrare che qualsiasi spesa dovrà avere un impatto positivo sul business. A parità di target di copertura in banda ultralarga e di qualità del servizio, le “efficienze” sugli investimenti saranno ottenute invece attraverso «la semplificazione delle architetture di rete al fine di ottimizzare la spesa» e «una mirata allocazione della spesa sulla base del ritorno degli investimenti». Il presidente Giuseppe Recchi ha confermato che i target 2018 restano di arrivare con la fibra (Fttc+Ftth) a circa l’84% della popolazione (dal 45% di oggi) e col 4G nel mobile al 98% rispetto al 92% di oggi.

In vista dell’assemblea del 25 maggio, la Consob inoltre ha chiesto un’integrazione informativa - sul bilancio consolidato , sullo special award al top management e sulla relazione remunerazione - che è stata messa a disposizione anche sul sito Telecom.

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