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Esma: stop ai conflitti di interesse sui bond bancari

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Obbligazioni

Esma: stop ai conflitti di interesse sui bond bancari

  • –Antonio Criscione

Milano

I rischi che le crisi bancarie possono comportare per i prodotti finanziari collocati ai risparmiatori soprattutto ai piccoli (retail), devono entrare nella valutazione della rischiosità dei prodotti e devono essere messi in chiaro ai clienti. Inoltre le banche devono mettere in atto politiche sia di distribuzione che di remunerazione della propria rete, che evitino i conflitti di interesse a scapito del cliente. L’Esma (l’autorità che con buona approssimazione viene indicata come la “Consob europea”) su questi punti, con uno statement del 2 giugno, detta le regole per evitare che il passaggio del rischio dal “sistema” (bail-out) agli azionisti e ai creditori, gli obbligazionisti di una banca, trovi questi ultimi impreparati o indifesi rispetto ai rischi effettivi che corrono.

In Italia alcuni di questi paletti sono stati già fissati dalla Consob, che è intervenuta già all’indomani del decreto di recepimento delle regole sul bail-in in Italia. L’importanza dello statement dell’Esma è che vengono dettate linee di comportamento validi per tutti i 28 paesi dell’Unione, con una attenzione particolare sui conflitti di interesse e sul self-placement (per esempio la vendita di proprie obbligazioni ai propri clienti). Per Il Sole 24 Ore che sulla trasparenze e la tutela dell’investitore ha aperto una campagna serrata, a partire dal dicembre 2015, un ulteriore passo nella direzione giusta. Per i clienti l’avviso dell’Esma può essere anche un invito ad andare a controllare il rischio di quanto hanno in portafoglio, senza allarmismi, perché i titoli esposti al bail-in in via teorica, poi non è detto che lo debbano essere in via pratica. Ma questo è un altro elemento di consapevolezza.

I campi di intervento

La revisione della direttiva europea Mifid, sui prodotti finanziari, la cosiddetta Mifid2, entrerà in vigore agli inizi del 2018 e conterrà poteri più incisivi di controllo da parte della autorità di controllo e imporranno alle società produttrici la product governance, regole precise per il “disegno” dei prodotti finanziari, che dovranno essere pensati fin dall’inizio adeguati per il pubblico a cui saranno rivolti. Già adesso però, ha ragionato l’Esma, ci sono delle possibilità di intervento, che riguardano: l’informativa ai clienti, la prestazione di servizi di consulenza, l’idoneità e l’appropriatezza dei prodotti finanziari, i conflitti di interesse. «L’obiettivo dell’Esma - spiega Marina Brogi, ordinario di International banking and capital markets alla Sapienza - è ricordare a tutte le banche dell’Europa a 28 paesi, i loro doveri quando collocano strumenti finanziari soggetti alla nuova disciplina della risoluzione delle crisi delle banche (direttiva Brrd). Oltre ai doveri di trasparenza ed informativa ai clienti, quando effettuano le valutazioni di adeguatezza/appropriatezza richieste da Mifid, le banche devono tener conto delle degli effetti dell’entrata in vigore della Brrd sul rischio di mercato, di liquidità e di credito di questi prodotti».

I conflitti di interesse

Mettere in portafoglio un prodotto a rischio di bail-in è ha i suoi pericoli in ogni caso, ma se si compra dallo stesso soggetto che lo ha emesso, i rischi aumentano, perché appunto vi può essere un conflitto di interessi: chi vende ha interesse a collocare i propri prodotti. Più che di un esercizio teorico, è questo il caso di molti obbligazionisti italiani, che hanno comprato - a occhi chiusi, dato il rapporto di fiducia che avevano con la loro banca, titoli di cui non conoscevano bene i rischi, anzi, spesso per nulla. «La comunicazione Esma - continua Brogi - affronta anche il delicato tema del self-placement, ossia il collocamento da parte della banca dei propri strumenti soggetti a bail-in alla clientela retail. In quest’ambito si richiede alle banche di presidiare adeguatamente i potenziali conflitti di interesse, definendo politiche di collocamento e di remunerazione che evitino che l’interesse della banca sia perseguito a discapito di quello del cliente». E se gli strumenti che la banca ha in atto non dovessero essere sufficienti a tutelare il cliente, allora anche il conflitto di interessi dovrebbe essere chiaramente spiegato a quest’ultimo.

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