Finanza & Mercati

Volkswagen taglia i costi e punta su auto elettriche e servizi di mobilità

L’USCITA DAL DIESELGATE

Volkswagen taglia i costi e punta su auto elettriche e servizi di mobilità

Riconversione strategica da produttore di auto a fornitore di mobilità, scommessa sull’auto elettrica e sulla guida autonoma, debutto nel settore delle auto low cost, miglioramento di efficienza con un drastico taglio dei costi per finanziare gli investimenti in nuove tecnologie. Questi i punti fondamentali, in parte attesi, della nuova strategia del gruppo Volkswagen che è stata presentata a Wolfsburg da Matthias Müller, presidente del consiglio di management di Vw. Müller, che ha sostituito dopo lo scandalo dieselgate Martin Winterkorn, ha descritto la nuova strategia come «il più grosso cambiamento nella storia del gruppo Volkswagen» e ha detto che il gruppo vuole diventare «leader mondiale nella mobilità sostenibile».

Ecco i punti principali del piano battezzato «Together - Strategy 2025»: partendo dalla considerazione che è in atto una «trasformazione epocale» del settore, Müller ha esposto 15 iniziative; per quanto riguarda le nuove tecnologie, Vw scommette con decisione sull’auto elettrica, con l’obiettivo di arrivare nel 2025 a produrre 2-3 milioni di veicoli l’anno a batterie; entro quella data verranno lanciati 30 modelli a propulsione elettrica; la tecnologia delle batterie diventerà inoltre una competenza essenziale del gruppo. Per quanto riguarda l’auto che si guida da sé, la prima vettura a guida autonoma prodotta dal gruppo arriverà sul mercato nel 2021 e richiederà investimenti per «diversi miliardi di euro»; secondo Müller il settore dei servizi di mobilità contribuirà nel 2025 per «parecchi miliardi di euro» al giro d’affari. Nel 2015 il gruppo ha fatturato circa 213 miliardi di euro.

Confermata la fusione delle attività nei componenti auto in una divisione a sé (con 26 fabbriche e 67 mila dipendenti); il settore dei veicoli commerciali e industriali «dovrà diventare un leader globale»; saranno realizzate «intese regionali per avere successo nel campo delle vetture low cost», un campo in cui il gruppo non è finora riuscito a sfondare. La strategia delle piattaforme verrà mantenuta ma dovrà essere «rivista e snellita», anche con una riduzione del numero dei modelli dagli attuali 340.

Dal punto di vista finanziario, Vw punta a ottenere risparmi di almeno 8 miliardi di euro l’anno migliorando l’efficienza di investimenti, ricerca e sviluppo e dei costi operativi. Il peso degli investimenti dovrà scendere di qui al 2025 al 6% del fatturato, rispetto all’attuale 6,9%; obiettivo 6% del giro d’affari per le spese di R&S e 12% per le spese di amministrazione e vendita, con un peso più allineato alla media dei concorrenti. L’obiettivo di redditività nel 2025 (margine sul fatturato) è del 7-8% rispetto all’attuale target del 6 per cento; il ritorno sul capitale dovrà superare il 15%. La strategia dei singoli marchi e delle varie regioni verrà presentata - ha detto Müller - entro fine anno.

Volkswagen continua intanto a pagare sui mercati le conseguenze del dieselgate: le sue vendite di auto a maggio in Europa sono salite dell’8,8% contro il +16% dei Paesi Ue; a pesare è stato soprattutto il +4% della marca omonima. Il gruppo tedesco ha intanto ottenuto dal tribunale di San Francisco una settimana di tempo in più per definire l'accordo con le autorità statunitensi sul caso dieselgate: la nuova data fissata è per il 28 giugno. Lo scorso aprile, Vw aveva raggiunto un accordo quadro con le autorità Usa che prevedeva il possibile riacquisto da parte della casa automobilistica di quasi mezzo milione di auto diesel con software truffaldino e un risarcimento per i loro proprietari o, in alternativa, l'offerta di riparazione dell'auto.

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