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Usa, Volkswagen patteggia indennizzi per 15,3 miliardi di dollari

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Usa, Volkswagen patteggia indennizzi per 15,3 miliardi di dollari

Ceo  Matthias Mueller e  Hans Dieter Poetsch  capo del supervisory board di Vw (Ap)
Ceo Matthias Mueller e Hans Dieter Poetsch capo del supervisory board di Vw (Ap)

Il costo per la Volkswagen dello scandalo dieselgate sale ad almeno 15,3 miliardi di dollari (quasi 14 miliardi di euro). L'accordo extragiudiziale depositato presso la corte distrettuale di San Francisco, in California, prevede infatti un costo fino a 10,03 miliardi di dollari per riacquistare e/o riparare 480mila veicoli venduti negli Usa con motori diesel da 2 litri truccati per mascherare le emissioni inquinanti, e compensare i loro acquirenti. A tale somma si aggiungeranno 2,7 miliardi di dollari da versare in un fondo gestito dall'Ente per la protezione ambientale (Epa) «per compensare gli effetti dell’inquinamento»; Vw dovrà poi investire 2 miliardi nell'arco di 10 anni in tecnologie di veicoli a emissioni zero. A ciò si aggiunge infine il costo di un accordo da 600 milioni di dollari con 44 stati Usa.

I dettagli sono stati depositati in due documenti separati da parte dell’azienda e del dipartimento della Giustizia americano; il giudice Charles Breyer annuncerà il prossimo 26 luglio l'approvazione o meno dell'accordo che - lo ricordiamo - è frutto di una lunga trattativa fra Volkswagen da un lato e ministero della Giustizia Usa e l'Epa dall'altro.

Il totale di oltre 15 miliardi di dollari, quasi 14 miliardi di euro, si avvicina ai 16,2 miliardi di euro che Vw ha accantonato nel bilancio 2015 per far fronte ai costi dello scandalo. «Il costo del settlement - ha dichiarato il direttore finanziario di Volkswagen - «è al di sotto di quanto finora accantonato e siamo in grado di gestire le conseguenze».

DIESELGATE
Le azioni di Volkswagen dal giorno dello scandalo (Fonte: Thomson Reuters)

In dettaglio, ciascun acquirente dei 475mila veicoli con motori diesel truccati venduti negli Usa fra il 2009 e il 2015 potrà decidere se far riparare il veicolo o restituirlo al costruttore a un prezzo prefissato più un risarcimento; quest’ultimo andrà da 5 a 10mila dollari a seconda dell’età dell’auto. Per ora Vw non è ancora riuscita a individuare una soluzione tecnica per riparare i veicoli in modo che rispettino le normative antinquinamento ma senza una penalizzazione nei consumi o nelle prestazioni. Vw indennizzerà anche - sia pure con somme inferiori - i consumatori che abbiano già rivenduto le loro auto dopo lo scoppio dello scandalo (nel settembre 2015).

Una volta approvato dal giudice l’accordo extragiudiziale, i consumatori avranno tre mesi di tempo per se accettare l’offerta dell’azienda o cercare di ottenere di più con cause individuali. L’iter dovrebbe quindi chiudersi al più presto a ottobre, e i 10 miliardi di dollari sono un valore massimo nel caso in cui Vw debba riacquistare tutte le vetture.

L'intesa che verrà annunciata oggi non risolve però tutti i problemi per Volkswagen: restano infatti da accertare le multe che le autorità Usa potrebbero comminare all'azienda; resta il problema dei motori diesel da 3 litri che equipaggiano negli Usa circa 80mila vetture di gamma alta; restano tutte le cause civili intentate anche in Europa, sia dai consumatori che dagli investitori danneggiati dal crollo del titolo Vw nel settembre 2015; restano aperti tutti gli aspetti penali della vicenda, dalla potenziale truffa alla manipolazione del mercato. Restano infine le richieste europee, ribadite anche nei giorni scorsi dalla commissaria Ue all’Industria Bienkowska, di risarcimenti simili per gli acquirenti europei (molto più numerosi di quelli Usa).

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