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Con Pokémon Go raddoppia il valore di Nintendo

il fenomeno

Con PokÚmon Go raddoppia il valore di Nintendo

(Reuters)
(Reuters)

╚ come una gigantesca caccia al tesoro su scala mondiale PokÚmon Go. Il vero tesoro per˛, finora lo hanno trovato gli azionisti Nintendo: in pochi giorni, dal primo lancio della app, le azioni della societÓ giapponese, da tempo in cattive acque, sono aumentate da 14.550 yen fino a un massimo di 31.770 yen. Con uno straordinario balzo in avanti, lo scorso 19 luglio, del 116,71 per cento. Facendo pi¨ che raddoppiare la capitalizzazione in Borsa di Nintendo a 4mila miliardi di yen, pari a circa 29 miliardi di euro, con un guadagno di 15 miliardi di euro. L’indomani - com’era da aspettarsi - ci sono state vendite e il titolo Ŕ sceso. In ogni caso venerdý a Tokyo le azioni Nintendo hanno chiuso le contrattazioni a 28.220 yen, con un incremento da inizio mese che resta ancora altissimo: 92,5 per cento.

Questo per i mercati finanziari, ma PokÚmon Go, per come il fenomeno Ŕ esploso, si sta rivelando una straordinaria macchina da soldi anche come app. Lanciata a inizio mese, prima in Nuova Zelanda e Stati Uniti e poi, il 15 luglio, in 26 Paesi europei, tra cui l’Italia, due giorni fa ha debuttato in Giappone e nel SudEst asiatico. I lanci non sono terminati. La app gratuita Ŕ al primo posto nelle classifiche degli app store iOs e Android.

PokÚmon Go in poche settimane ha superato per tempo medio di utilizzo i tre social network pi¨ noti, Facebook, Instagram e Twitter. ╚ stato scaricato finora da 350 milioni di persone in tutto il mondo. Di questi 350 milioni di appassionati, stando agli analisti di Macquarie Capital, 26 milioni spendono 0,25$ al giorno per acquistare PokÚ Ball e altri strumenti speciali per potenziare il gioco. Una spesa minima che moltiplicata equivale a 6,5 milioni di dollari di fatturato al giorno che finiscono in parte a Nintendo (il 30%), in parte a The PokÚmon Company e alla software house giapponese Game Freak e soprattutto a Niantic, start up californiana fondata lo scorso anno da John Hanke, 49 anni, l’uomo che in Google ha lavorato allo sviluppo di Google Earth e Maps, e che lo scorso anno si Ŕ messo in proprio e ha realizzato il videogame a realtÓ aumentata.

Un successo planetario. Secondo SurveyMonkey solo negli Stati Uniti, PokÚmon Go potrebbe fruttare 2 miliardi di dollari di fatturato a fine anno. Aggiungendo Europa e Giappone il gioco dei cuccioli di mostro da cacciare, allenare e poi far combattere potrebbe essere il primo a raggiungere i 4 miliardi di fatturato, il massimo di sempre per un źgiochino╗ su smartphone.

Oltre alla percentuale dai profitti della app, Nintendo guadagnerÓ anche da PokÚmon GoPlus,device bluetooth, che costa 40 euro, disponibile da settembre, giÓ in pre ordine, che avvisa i giocatori quando hanno vicino a sÚ un PokÚmon da cacciare e il loro smartphone Ŕ spento: altre centinaia di milioni di profitti.

L’idea di base del PokÚmon Go Ŕ semplice ma geniale. E ha cambiato il corso di una storica azienda produttrice di console video per giochi elettronici, in affanno da tempo, che si Ŕ saputa reinventare trasformandosi in una gaming company concentrata ora sul źmobile╗. Si gioca a PokÚmon Go attraverso la app, utilizzando smartphone e tablet, e non pi¨ le tradizionali e sorpassate console elettroniche. Lo scenario del gioco non Ŕ un video immaginario ma il mondo, mappato da Google Earth, seppur colorato di verde, con le strade, il perimetro degli edifici reali e i cuccioli di mostro virtuali che appaiono di tanto in tanto e si catturano con la telecamera dello smartphone.

PokÚmon Go usa il Gps e la realtÓ aumentata, mondo virtuale che si sovrappone a quello reale, appunto, ma senza visori. Per giocare si Ŕ costretti a uscire di casa, a stare fuori, a muoversi a piedi o in bici ma piano, sotto i 20 km/h (in auto alcune funzioni non Ŕ possibile utilizzarle). Pi¨ si cammina e pi¨ si riesce ad andare avanti nel gioco - le uova che si schiudono. Insomma, un invito a fare moto. Seppure con gli occhi persi in un video, condizione comune per gli umani nell’era dei sempre connessi.

Nel źgiochino╗ c’Ŕ caricata la prima generazione dei PokÚmon, nata vent’anni fa: 170 i piccoli mostri da catturare, accudire e allenare per diventare pi¨ forti. Anche questo uno dei segreti del suo successo perchÚ il gioco attrae bambini, ragazzi e adulti. Quelli che ragazzi non lo sono pi¨, ma che tuffandosi nel gioco tornano per un po’ allenatori di Pikachu, Squirtle e company.

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