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Conti deposito, restare a galla con i tassi azzerati

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investire con il sole

Conti deposito, restare a galla con i tassi azzerati

Sono stati strumenti per parcheggiare la liquidità in attesa di condizioni migliori. Ma la definizione, dopo il repentino azzeramento dei tassi di interesse, è diventata riduttiva per i conti di deposito e qualche altro prodotto bancario e postale che si ritrova invece nel gruppetto di testa dei rendimenti interessanti. Non sono certo parte di un percorso di pianificazione a medio-lungo termine, cioè quegli investimenti che dovrebbero costituire l’asse portante di ogni portafoglio. Sono una presa d’atto che, volendo mantenere un profilo di rischio basso, strumenti di breve termine possono diventare dei “quasi investimenti”.

Cavalcare le offerte sul mercato permette, almeno in questa fase, di ottenere soddisfazioni che non si ritrovano nei titoli di Stato e negli interessi su conto corrente che hanno rendimenti nulli o sottozero. Sono sotto pressione, ancor più dopo l’avvio del quantitative easing, due tradizionali approdi degli italiani. Lo scenario sarà ancor più evidente quando anche il tasso di interesse applicato ai conti correnti diverrà esplicitamente negativo , come è avvenuto all’estero.

Per ora nei dati Abi di luglio il tasso praticato sui depositi (conti correnti,depositi a risparmio e certificati di deposito) si è attestato allo 0,46% (invariato sul mese precedente). Considerando i costi, tenere stabilmente i soldi nei depositi “a vista” è già economicamente perdente.

In questo momento - vedi infografica a fianco - alcuni rendimenti vincolati a un anno possono, nelle fasi promozionali, avvicinarsi e anche superare l’1% lordo. Senza contare le offerte che in continuazione cercano di catturare online nuova clientela. Gli operatori cercano la liquidità aggiuntiva, cioè nuovo risparmio che affluisce in banca, e sono disposti a riconoscere condizioni interessanti. Bisogna prestare attenzione alle condizioni di passaggio fra il tasso di ingresso e il tasso a regime. La durata del primo e il rapporto proporzionale fra il primo e il secondo tempo.

Seppur con caratteristiche diverse, in particolare nei vincoli di mantenimento della liquidità (altrimenti - attenzione - scattano penalizzazioni) il risparmio a scadenza appare competitivo - a parità di rischio - con gli investimenti più tra dizionali. Il rendimento a un anno dei Bot, ormai appannaggio degli investitori professionali che ne apprezzano la liquidità, è negativo (-0,2%). Così altri prodotti che si muovono sui tassi di mercato, pure sottozero, e i fondi di liquidità che comprano strumenti negoziati.

La comparazione

Sul sito del Sole 24 Ore (www.ilsole24ore.comnella sezione Finanza & Mercati) si può trovare il calcolatore ConfrontaConti che espone prezzi e condizioni di alcuni dei principali operatori.

Anche i rendimenti degli strumenti di liquidità sono sottili e risentono della minor esigenza di funding da parte delle banche. Per rapporto rischio/rendimento i conti di deposito si sono ritrovati in condizioni favorevoli rispetto ad altre allocazioni del denaro. Sicuramente rispetto alle obbligazioni bancarie: entro i limiti dei 100mila euro garantiti dal Fondo Tutela dei Depositi, che comprende anche quanto depositato nei conti correnti, lo strumento vincolato ha superiori garanzie di rimborso. I costi sono ridotti. È chiaro che in corso d’opera, e soprattutto nell’ultima fase del vincolo, il cliente verrà invitato a valutare altre offerte della banca che tenderà a stabilizzare un rapporto di fiducia.

Nella comparazione con altre possibili destinazioni della liquidità i conti deposito mostrano semmai un altro punto debole: rispetto alla grande liquidità dei titoli di Stato, negoziabili in ogni istante, l’impegno a non ritirare il denaro può costituire un problema in caso di necessità.

Il vincolo di durata del deposito (si arriva in genere a un massimo di tre anni)non permette di uscire. Se invece lo svincolo è previsto si pagano delle penalizzazioni. Che possono essere la restituzione della somma senza alcun interesse (se la remunerazione era periodica viene decurtata) oppure il riconoscimento del tasso base, quindi molto ridotto come se il denaro non fosse stato vincolato con interessi più alti. Nel foglio informativo - indispensabile per cogliere tutte le sfumature contrattuali - sono definiti questi e altri passaggi delicati.

Le altre opzioni

Nella ricerca di prodotti di risparmio che confinano con gli investimenti si è ridotto anche il ritorno dei rendimenti postali, altro riferimento di milioni di italiani. Rimane un margine per i pronti contro termine (Pct) che nascono come strumento di tesoreria aziendale ma che hanno trovato spazio anche per una certa clientela retail attenta a ottimizzare i propri flussi di entrate e uscite. Il tasso medio praticato sui Pct - nei dati Abi di luglio - si mantiene sull’1 per cento. Ma, complice una tassazione aumentata, i rendimenti e la disponibilità dell’offerta alla clientela sono in ridimensionamento.

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