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Milan, arrivano i soldi della caparra: i cinesi versano 85 milioni

pagata la seconda rata

Milan, arrivano i soldi della caparra: i cinesi versano 85 milioni

Arriva la seconda tranche della caparra per l'acquisto del Milan: cioè gli 85 milioni di euro promessi all'atto della sigla del preliminare il 5 agosto (quando erano stati pagati i primi 15 milioni). A versarli è la cordata cinese riunita in Sino-Europe Sports, il veicolo creato per l'operazione. Ora entro novembre la cordata cinese dovrà mettere sul piatto i 420 milioni di euro rimanenti per comprare il controllo del club rossonero, che ha avuto una valutazione di oltre 700 milioni di euro (compresi i debiti).

Regista dell'operazione è l'imprenditore Li Yonghong, misterioso uomo d'affari cinese che in una nota ha affermato di voler «riportare questa squadra leggendaria al livello dei migliori club del mondo». «L'annuncio di oggi - continua Li Yonghong - rappresenta una pietra miliare del processo che ci porterà a scrivere un nuovo e glorioso capitolo nella vita di questa incredibile squadra. Per molte generazioni di tifosi, il Milan di Silvio Berlusconi ha incarnato l'idea stessa di vittoria e successo». La cordata cinese dovrà inoltre mettere a disposizione 350 milioni di euro di investimenti per i prossimi tre anni.

Capicordata dell'operazione sono proprio Li Yonghong e il fondo Haixia Capital, quest'ultima di fatto controllata dall'ente statale State Development & Investment Corporation (Sdic). Ma pare Li Yonghong il vero artefice, su ogni lato, dell'operazione. Attorno all'imprenditore circolano poche informazioni: super riservato, non è dato sapere se sia collegato al governo cinese. Le uniche informazioni che si riescono ad avere sono quelle relative alla sua intensa attività borsistica di acquisto (e rivendita) di aziende quotate nel breve periodo.

L'altro dettaglio importante è che Yonghong Li non opera quasi mai in prima persona nelle società ma tramite prestanome. È ad esempio proprio il caso della Sino Europe Sports che fa capo a un privato, Chen Huashan, sconosciuto a tutti. Anche la holding personale di Yonghong Li, cioè la Jie Ande, farebbe capo a un personaggio sconosciuto, cioè un certo Liu Jhinzhong. Probabilmente procuratori legali.

Haixia Capital rappresenta al momento l'elemento di sicurezza dell'impalcatura di tutta l'operazione, in quanto collegata al governo di Pechino. Proprio attorno ad Haixia, secondo fonti attendibili, si starebbe muovendo gran parte del fermento della cordata cinese. Infatti Haixia gestisce i suoi investimenti tramite una serie di fondi: secondo gli ultimi dati disponibili, 14 fondi con asset in gestione per complessivi 16,4 miliardi di renminbi. Secondo i rumors, Haixia potrebbe costituire un fondo ad hoc per l'operazione di investimento nel Milan, visto che i suoi veicoli sono attualmente dedicati principalmente al settore industriale e infrastrutturale.

Questo nuovo fondo targato Haixia a propria volta dovrebbe partecipare all'acquisto del Milan tramite la società veicolo (pure questa di nuova creazione) Sino Sports. Secondo i rumors sarebbero così in corso discussioni con diversi soggetti che dovrebbero partecipare alla sottoscrizione del nuovo fondo di Haixia Capital. Molti dei quali collegati allo stesso Yonghong Li. Insomma, il governo cinese al momento darebbe l'avallo all'operazione, come azionista dell'investment company Haixia, ma non avrebbe concretamente versato risorse nel fondo che si andrà a costituire per acquistare il Milan: capitali che arriveranno invece da altri investitori, privati e aziende individuate appunto da Yonghong Li. Come ad esempio Jilin Yongda Group, piccola società cinese (attiva nella produzione di magneti) di cui in passato, secondo le indiscrezioni, lo stesso Yonghong Li era socio tramite una sua società veicolo.

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