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Etruria, risarciti i primi risparmiatori

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Etruria, risarciti i primi risparmiatori

  • –Luca Davi

Via agli indennizzi dei risparmiatori coinvolti nei salvataggi di Banca Etruria, Marche, Carife e Carichieti. Ieri sono scattati i primi risarcimenti all’80% dei bond subordinati che sono stati azzerati a fronte della messa in risoluzione delle quattro banche regionali. Ad erogare i rimborsi è il Fondo interbancario, che nel dettaglio ha liquidato le prime 20 pratiche, per la maggior parte di piccolissimi risparmiatori di Banca Etruria, il cui investimento medio iniziale non era superiore a 20mila euro. Ad essere pronte per la liquidazione, secondo quanto indicato ieri dall’Ansa, sarebbero già circa 180 domande.Nei prossimi giorni partiranno i successivi bonifici.

Prende così avvio il processo di risarcimento deciso dal Governo Renzi e varato con un decreto legge emanato nell’aprile scorso. Il provvedimento prevede il rimborso forfettario dell’80% dell’ammontare dei titoli acquistati prima del 12 giugno 2014 e poi azzerati per l’impatto delle nuove regole del bail-in sugli istituti di credito incappati nel fallimento. Il rimborso è previsto per chi ha redditi bassi o proprietà che valgono meno di 100mila euro. Previa domanda al Fitd, il risarcimento è automatico per chi ha un reddito lordo imponibile inferiore a 35mila euro o un patrimonio di valore inferiore a 100mila euro.

Le domande arrivate finora al Fondo sono salite in pochi giorni da 600 a quasi 800 e la struttura del Fitd dedicata, guidata da Salvatore Paterna, vice direttore generale Fitd, sta operando a pieno ritmo per dare risposte nel più breve tempo possibile. Secondo le stime del Fondo guidato da Salvatore Maccarone, l’onere finale per i rimborsi potrebbe oscillare tra i 100 e i 130 milioni di euro.

I primi rimborsi hanno riguardato anzitutto le richieste di piccoli obbligazionisti della vecchia Banca Etruria è dai soci di questa banca perchè da qui (attraverso gli studi legali) sono giunte le prime richieste di rimborsi. Per chi puntasse su un rimborso pieno, anzichè la strada dell’indennizzo automatico, rimane quella dell’arbitrato presso l’Autorità anti-corruzione, procedura per cui ancora tuttavia non è stato emanato il decreto attuativo.

.@lucaaldodavi

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