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Ecco perché alla Apple potrebbe servire McLaren

L'Analisi|INDISCREZIONE DEL FT

Ecco perché alla Apple potrebbe servire McLaren

Apple pronta a comprare McLaren? In attesa di conferme da parte della Mela dopo la smentita secca della casa di Woking allo «scoop» del Financial Times la prima domanda che viene in mente è: «Perché, cosa potrebbe fare Apple con Mclaren?» La risposta non è immediata. Apple, è noto da quasi due anni, punterebbe a entrare nell'industria dell'auto. Ha varato, pur senza conferme ufficiali da parte di Cupertino, un progetto (battezzato Titan) ma che sarebbe stato ridimensionato nelle scorse settimane. E la scorsa primavera in molti scommettevano su un interesse di Apple verso la divisione ”i” di Bmw, quella che costruisce le vetture elettriche bavaresi.

Invece, Apple punterebbe e prendersi un piccolo - ma blasonatissimo - costruttore di supercar e di vetture di Formula 1 ma che è anche un produttore di tecnologie che va sotto il nome di McLaren Applied Technologies ed è il terzo ramo d'azienda della casa britannica.
Applied Technologies è un serbatoio di soluzioni e idee che spaziano dell'elettronica per l'automotive, ai software gestionali, ai materiali innovativi (McLaren è storicamente un pioniere nell'uso del carbonio) fino ai pannelli solari per le missioni spaziali e ai sistemi per la salute con progetti per il mondo degli indossabili. Tutta “roba” che a Apple può fare molto comodo. E ovviamente nel core business ci sono le auto, quelle supercar da sogno che sono sulla vetta prestazionale e tecnica dell'industria dei motori. Non va dimenticato che McLaren punta anche sulle ibride e sulle elettriche e forse l'erede della mitica P1 sarà a ioni di litio.

E se Apple volesse mai imbarcarsi nell'avventura automobilistica probabilmente costuirà una vettura elettrica. La Mela ha dunque bisogno di tecnologie, piattaforme (telai e carrozzerie), sistemi di propulsione e capacità ingegneristiche e tecniche che non sono quelle che servono per fare uno smartphone o un computer. E per fare una “macchina” non bastano i miliardi della multinazionale di Tim Cook, ma serve know-how, tanta esperienza e tecnologia. Nell'industria dell'auto non ci si può improvvisare: sbagliare un progetto è un fatto disastroso (magari anche per la sicurezza).

Nell'industria automobilistica che sta cambiando (in molti ritengono che i prossimi 10 anni saranno quelli di maggiore cambiamento della sua secolare storia) c'è tanta tecnologia e margini per creare prodotti disruptive. E Apple ha bisogno di soluzioni, idee e, perché no, nuovi prodotti. Apple dall'alto dei suoi 230 miliardi cash e della capitalizzazione di oltre 600 miliardi di dollari deve trovare il modo di evolvere perché l'iPhone non basta più a garantire fatturato, margini e innovazione anche perché il mercato degli smartphone sta rallentando, gli utili si contraggono insieme al prezzo medio. E molti fan della mela sognano forse una iCar (o magari solo Car) elettrica, super lussuosa e performante che forse potrebbe guidare un po' da sola e con le porte che si aprono con l'Apple Watch. Ma le tecnologie come quelle del carbonio potrebbero essere usate anche per costruire vetture dai volumi produttivi non ridottissimi, un po' come fa Bmw con le i3 che sono in carbonio.

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