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Sprint finale a Wall Street dopo la Yellen. A Milano riscatto delle banche

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Sprint finale a Wall Street dopo la Yellen. A Milano riscatto delle banche

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Chiusura positiva per il Vecchio Continente nel giorno delle banche centrali, mentre Wall Street accelera dopo avere incassato l’esito della riunione della Federal Reserve. Gli indici europei sono stati ben intonati fin dalla mattina – spinti soprattutto dai titoli finanziari – per poi rallentare rispetto ai massimi nel corso del pomeriggio. A Piazza Affari il FTSE MIB ha chiuso in rialzo dello 0,88% e il Ftse All Share dello 0,92%, con il Cac40 a Parigi salito dello 0,48% e il Dax30 a Francoforte dello 0,41%. Wall Street ha chiuso in rialzo dell’1,11% mettendo a segno uno sprint finale dopo il comunicato della Fed e la conferenza stampa del suo presidente Janet Yellen. La banca centrale americana ha nuovamente lasciato invariati i Fed Funds anche se ha ritenuto che le condizioni per un loro rialzo si sono rafforzate.

Alle 20 italiane è arrivato il comunicato della Fed contenente le decisioni sui tassi (attesi invariati), le stime economiche e il cosiddetto "dot plot", ossia le attese di dove saranno i tassi secondo i vari governatori negli anni a venire. A giugno, l'ultima volta che questi dati erano stati diffusi, la stima mediana era pari a due strette nel 2016, la metà delle quattro previste a fine 2015. E adesso sembra abbastanza probabile che per la stretta i banchieri centrali Usa lascino passare il voto delle presidenziali: il mercato si aspetta che la prossima mossa sia a dicembre.

Quanto a oggi, a dare lo slancio agli scambi in avvio, sono state la decisione della Banca del Giappone e la chiusura positiva della Borsa di Tokyo. Al termine di una riunione di due giorni, il board della BoJ ha deciso di lasciare invariati i tassi ma di cambiare strategia monetaria puntando sui tassi a lungo termine. L’istituto centrale del Giappone ha comunicato che il suo target non sarà più la base monetaria in sé ma i tassi a lungo termine. In pratica, d’ora in avanti, il riferimento sarà una «curva di controllo dei tassi» per cui comprerà obbligazioni governative a lungo termine in modo da assicurare che i tassi sui titoli di Stato decennali nipponici restino al livello attuale intorno allo zero. Con questa mossa il Giappone ha spinto in calo lo yen, facendo salire i titoli bancari e assicurativi, i titoli che più dovrebbero trarre beneficio da questa politica.

Bancari in grande spolvero in tutta Europa

Tra i titoli italiani, oggi seduta di recupero per il comparto bancario, guidato al rialzo soprattutto dalle popolari. Ubi Banca ha terminato le contrattazioni in progresso del 5,38%, con Bper (+4,71%), Bpm (+4,26%), e Banco Popolare (+3,65%). Unicredit (+3,63%) è stata tra i migliori della seduta, nel giorno in cui è stata inserita dagli analisti di Hsbc tra le banche preferite in Europa, mentre si asciuga la lista dei candidati per la vendita di Pioneer e si avvicina anche la vendita delle sofferenze. Dopo i minimi della vigilia, tenta il recupero anche Banca Mps(+2,46%).

Fca in calo, pesa possibile fallimento di Takata

Giornata contrastata per la galassia Agnelli: Exor (+2,8%) e Ferrari (+3,13%) hanno terminato in buon rialzo, seguite più a distanza da Cnh Industrial (+1,5%),

mentre è andata in controtendenza Fca (-0,78%), che ha risentito del possibile fallimento di Takata, la società degli airbag difettosi. Questa notizia – se confermata – sarebbe negativa perché il fallimento della società giapponese renderebbe problematico il recupero parziale dei costi di richiamo da parte di Fca e delle altre case produttrici di auto coinvolte.

Petrolio in rialzo dopo le scorte Usa, S&P's alza stime sui prezzi

Il prezzo del petrolio (segui qui le quotazioni di Brent e Wti), già positivo, ha ricevuto ulteriore spinta dai dati sulle scorte negli Stati Uniti (chiusura +2,9% a New York, 45,34 dollari al barile). Nella settimana conclusa il 16 settembre le scorte sono calate a sorpresa di 6,2 milioni di unità a 504,598 milioni, mentre gli analisti attendevano un aumento di 3,3 milioni di barili. Secondo i dati diffusi dal dipartimento all'Energia, gli stock di benzina sono scesi di 3,204 milioni di unità a 225,156 milioni, contro un calo previsto di 300.000 unità. Le scorte di distillati, che includono il combustibile da riscaldamento, sono salite di 2,238 milioni di unità a 164,992 milioni, a fronte di una frenata prevista di 100.000 unità.

Intanto, il ministro dell'Energia algerino ha dichiarato che l'Opec potrebbe trasformare i colloqui informali della prossima settimana in una sessione formale, un segnale che i principali produttori potrebbero essere d'accordo nel decidere misure per limitare la produzione e supportare i prezzi. Standard & Poor's da parte sua ha alzato la stima del prezzo del petrolio per il resto del 2016 a 42,5 dollari al barile, dai precedenti 40 dollari. L'agenzia ha mantenuto inalterate le attese sui prezzi del metano per il 2017 e il 2018 e indica anche che la crescita della domanda di petrolio nei prossimi anni dovrebbe restare positiva, anche se variabile, mentre l'attuale eccedenza di petrolio è prevista continuare nel medio e lungo termine.

Sui cambi, euro stabile sul dollaro,yen recupera dopo iniziale calo

La moneta unica dopo essersi indebolita verso il dollaro è tornata ad avvicinarsi ai livelli della vigilia e in chiusura dei mercati del Vecchio Continente passa di mano a 1,1156 dollari (1,114 in avvio e 1,116 ieri in chiusura) e a 112,28 yen (113,9 e 113,64), mentre il rapporto fra dollaro e yen si attesta a 100,65 (102,22 e 101,75). La divisa giapponese ha recuperato terreno dopo averlo perso in mattinata, quando era stato influenzato dalla decisione della Banca del Giappone di non toccare i tassi di interesse e di cambiare la propria strategia, guardando più al rendimento del titolo di Stato decennale.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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