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Mps, Morelli si insedia e riparte dal piano

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Mps, Morelli si insedia e riparte dal piano

  • –Luca Davi

Un vertice tra Morelli e le banche del consorzio garanti dell’aumento di capitale dovrebbe comunque essere programmato a breve e tenersi già questa settimana. I contatti telefonici con le capofila dell’operazione, cioè JP Morgan e Mediobanca, ci sarebbero comunque già stati nella giornata di ieri. Morelli in ogni caso conosce bene il dossier della banca senese, in quanto nei mesi scorsi ha seguito personalmente l’operazione ai vertici di Bofa Merrill Lynch, istituto che fa parte del pool garante della ricapitalizzazione . Il banchiere romano, che vanta ottime relazioni con gli ambienti governativi, dovrebbe inoltre a breve avere un incontro anche con gli esponenti del Mef, che al momento è il maggiore azionista di Mps con il 4%.

L’aumento di capitale

Qualche cambiamento dovrà necessariamente esserci sul dossier della ricapitalizzazione. Sotto la guida di Viola era stato concordato un aumento da 5 miliardi cash così da permettere lo smaltimento di 9,2 miliardi di sofferenze nette. Dopo il calo di ieri in Borsa (-6,4%) il titolo è sceso sotto la soglia psicologica dei 20 centesimi, a 0,1872 euro. A questi valori la capitalizzazione di Mps si attesta a 550 milioni, praticamente un decimo quindi dell’aumento previsto. Ecco perchè negli ambienti vicini al consorzio si sta ragionando di rivedere il perimetro dell’ammontare cash, riducendolo a 2-3 miliardi, a cui si aggiungerebbe la conversione dei bond subordinati in mano agli investitori istituzionali. Non è un caso che ieri, ad esempio, il tasso del bond subordinato con scadenza 2020 è salito al 19% circa, il massimo dallo scorso gennaio.

Ieri peraltro a gettare nuove ombre sul futuro di Mps sono state anche le interpretazioni delle parole rilasciate da Ignazio Angeloni, membro del board della Vigilanza Bce, che in un’intervista al Corriere della Sera ha detto che «dallo Srep a livello complessivo possiamo aspettarci esiti grosso modo in linea con quelli dell’anno scorso, ma vi saranno variazioni anche abbastanza consistenti legate alla rischiosità di singole banche». Alcuni analisti hanno letto in queste parole un possibile riferimento a Mps. La banca in verità, avendo però già concordato con Francoforte il piano di salvataggio e l’aumento di capitale, non dovrebbe risentire di eventuali revisioni al rialzo dei requisiti minimi da parte della Vigilanza. «La prima priorità è il rafforzamento patrimoniale e la messa in sicurezza, poiché queste sono le basi su cui lavorare al nostro piano industriale e continuare a consolidare un modello di banca sostenibile e competitiva», ha detto lo stesso Morelli in un video inviato nel circuito intranet lunedì sera a tutti i dipendenti del gruppo.

Il banchiere proveniente da Bofa Merrill Lynch ha voluto inoltre dare però anche un messaggio di fiducia ai dipendenti. E ha spiegato di aver accettato l’incarico «consapevole che, superato questo difficile momento, nel futuro della banca ci sono grosse opportunità». Altro tema al centro dei colloqui tra banca e sindacati è stato quello della rete commerciale, nevralgica nella visione del banchiere. Morelli, che ha peraltro un passato al vertice della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo oltre che nella stessa Mps, ha condiviso la necessità di trovare a breve il nuovo responsabile della rete dopo l’uscita anticipata di Marco Bragadin passato a Ing.

Un accenno infine anche sul tema della remunerazione del management, «assolutamente non in linea con l’attuale situazione patrimoniale del gruppo», ha detto il coordinatore di Fabi Mps, Franco Casini. Morelli ha «preso un impegno specifico sul capitolo del contenimento delle retribuzioni del management, a partire dalla propria, impegno che verrà reso noto nelle prossime settimane», ha detto il responsabile coordinamento Uilca gruppo Mps, Carlo Magni.

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