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Effetto Fed spinge i listini europei, Milano chiude a +1,7%

la giornata dei mercati

Effetto Fed spinge i listini europei, Milano chiude a +1,7%

Andamento titoli
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Chiusura in rialzo per le Borse europee (segui qui l'andamento dei principali listini) all’indomani della decisione della Federal Reserve di lasciare invariato il costo del denaro allo 0,25-0,5%, rinviando un eventuale rialzo a fine anno. Il mercato non ha invece dato troppo peso alla sforbiciata sulle prospettive per l’economia Usa data dalla stessa Fed, che per quest’anno prevede una crescita solamente dell’1,8% e non più del 2% come indicato a giugno. A Milano il Ftse Mib ha guadagnato l'1,76%. In serata Wall Street ha chiuso positiva: +0,64% a 2.177,01 punti lo S&P 500.

Banche in rialzo, a eccezione di Ubi

A Piazza Affari sono andate su le azioni delle banche, con Banco Popolarein prima fila (+1,5%). Ha fatto tuttavia eccezione Ubi Banca, che sul finale ha perso lo 0,82%. Sulle ultime battute Banca Mpsha ridotto i guadagni allo 0,1%, con il mercato che rimane guardingo nei confronti della banca senese nell’attesa della presentazione del piano di rilancio del gruppo bancario, sotto l’egida del nuovo amministratore delegato, Marco Morelli. Ha frenato anche Unicredit, guadagnando sul finale solamente lo 0,47%.

Gettonate Saipem e Prysmian

Saipem ha messo a segno un progresso del 5,13%, beneficiando del rialzo del prezzo del greggio e festeggiando contratti in Medio Oriente e Sud America, per un controvalore complessivo di 430 milioni

di dollari. Prysmian è salita del 2,58% beneficiando del fermento nel settore dei cavi, dopo la notizia che la svizzera Abb venderà le sue attività di produzione di cavi ad alta tensione ai danesi di Nkt Cables.

Mediaset e Telecom sotto osservazione

Mediaset (+1,18%) rimane sotto la lente, dopo che indiscrezioni di stampa hanno riferito di una ripresa delle trattative conVivendi per la cessione di Premium, per evitare invece una lunga battaglia legale. E’ probabile dunque che verrà rivisto il prezzo di cessione, che lo scorso aprile era stato fissato a 756 milioni di euro. Per altro, sempre secondo indiscrezioni, il nuovo schema dell’accordo potrebbe prevedere un partnership tra le due società (entrambe con il 40% di Premium) e l’ingresso di un nuovo socio al 20%, che potrebbe essere Telecom Italia (+2,5%) o anche un partner finanziario.

Bene la moda, Campari brinda per calo costo debito

Campari è stata premiata con un balzo del 4,9%, dopo che la società ha realizzato diverse operazioni di "liability management" grazie alle quali ottiene una riduzione del costo complessivo del debito e migliora la flessibilità finanziaria. Secondo gli analisti di Equita si tratta di una «notizia positiva» per la società in quanto «a fronte di un costo one-off a valere sugli oneri finanziari del 2016 di circa 28 milioni di euro, avrà risparmi di circa 8-9 milioni di euro annui a partire dal 2017». Si sono distinte anche le Salvatore Ferragamo (+4%), le Luxottica Group (+4%) e le Yoox Net-A-Porter Group mentre la kermesse delle sfilate milanesi entra nel vivo. Hanno però fatto marcia indietro le Moncler (-0,3%), mentre si è sgonfiata la speculazione su un possibile interesse da parte dei cinesi di Fosun, dopo la smentita del presidente, Remo Ruffini.

Cnh festeggia la performance delle vendite di camion

Ha fatto bene anche Cnh Industrial (+2,87%), festeggiando i dati positivi sulle immatricolazioni europee dei camion che ad agosto sono volate del 31,8%, portando la stima per la fine dell'anno a una crescita del 14,3%. Della galassia Agnelli hanno guadagnato terreno anche le Fiat Chrysler Automobiles (+2%), le Ferrarii e le Exor (+1,29%).

Ovs non rilancia in Svizzera, vola Zucchi dopo il ritorno a utile

Fuori dal paniere principale, Ovs ha guadagnato l'1,5% all’indomani della semestrale e dopo che il numero uno del gruppo, Stefano Beraldo, ha rassicurato che non ci saranno rilanci sul prezzo per l’acquisto della svizzera Charles Voegele Holding, sulla quale ha lanciato un'opa nei giorni scorsi, insieme a due investitori. Il manager ha inoltre confermato l’interesse per Conbipel. Sono volate dell'11,5% le Zucchii dopo la semestrale archiviata con ricavi in calo (a 36,6 milioni dai 44 milioni dello stesso periodo 2015), ma con un ritorno all’utile: il risultato netto è stato di 171mila euro, contro una perdita di 10,2 milioni dello stesso periodo di un anno fa.

Euro stabile sopra quota 1,12 dollari, in rialzo il petrolio

Sul fronte dei cambi, l’euro ha riconquistato stabilmente quota 1,12 sul dollaro (segui qui le principali valute). Guadagna terreno il petrolio (segui qui Brent e Wti), sul sostegno degli ultimi dati sulle scorte in calo negli Stati Uniti e anche per merito di una analisi di Standard & Poor's che ha rivisto al rialzo la stima sul prezzo per la fine dell'anno. Lo spread si è portato in area 127 punti.

Richiamo della Bce sul debito, crescita si conferma moderata
La giornata è stata ritmata dal nuovo richiamo della Banca centrale europea sul tema del debito: «I Paesi con alti livelli di indebitamento - è stato indicato nel Bollettino mensile - dovrebbero compiere ulteriori sforzi di risanamento per imprimere al rapporto debito/Pil

una solida dinamica discendente». L'istituto di Francoforte ha sottolineato che «manterrà un atteggiamento vigile e resterà pronta ad agire, se necessario, per raggiungere il proprio obiettivo di stabilità dei prezzi». L'insieme articolato delle misure di politica monetaria «adottate continua ad assicurare condizioni di finanziamento favorevoli a sostenere il vigore della ripresa economica nell'area dell'euro». La banca centrale ha inoltre confermato che continua ad aspettarsi che il Pil cresca in termini reali «a ritmi moderati ma costanti e che l'inflazione nell'area dell'euro aumenti gradualmente nei prossimi mesi». Finora l'evidenza suggerisce «la tenuta dell'economia dell'area alla persistente incertezza economica e politica su scala globale» però «lo scenario di base resta soggetto a rischi al ribasso».

Raffica di dati dagli States, sopra le attese il Superindice

Sul fronte macro, è stata una giornata ricca di dati Oltreoceano, di cui il più importante è quello settimanale sulle nuove richieste di sussidi di disoccupazione. Secondo il Dipartimento del Lavoro, sono scese di 8.000 unità a 252.000, contro le 260.000 della settimana precedente (dato invariato rispetto alla prima stima), facendo meglio delle stime del mercato. È inoltre stato pubblicato l’indice Fed Chicago per il mese di agosto, sceso a -0,55 punti in luglio, dopo i +0,24 punti di luglio (dato rivisto al ribasso dal +0,27 punti della prima stima). Sono risultati entrambi sotto le attese degli economisti il Superindice economico di agosto (-0,2%) e le vendite di case esistenti per il mese di agosto (-0,9%).

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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